Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Una volta per tutte (e per tutti): perché picchiare Berlusconi è male

Una volta per tutte (e per tutti): perché picchiare Berlusconi è male

Il sorriso del Premier prima dei recenti danni
Il sorriso particolarmente smagliante del Premier

Piccola analisi sui motivi di oggi per (non) ridere, e su chi abbia qualche ragione di farlo.

Ecco una di quelle giornate che non si dovrebbero mai vedere. Su cui ci si documenta ad onor di cronaca, ma che dovrebbero non aver modo di figurare tra le pagine dei notiziari del mondo occidentale. Un incidente può capitare a tutti, un’aggressione purtroppo anche, ed è un episodio malaugurato nella vita di chiunque. Ma che avvenga ad un Premier politico con consensi in calo, in questo caso, è una disgrazia da qualunque parte si voglia guardarvi.

Umanamente e politicamente, un fatto deplorevole come il ferimento di una persona, non stiamo qui a dire come sia incivile elogiarlo ed esultarne, o anche riderci sopra. Tutto ciò dovrebbe esser sott’inteso. Dovrebbe.

Sorvolando sulle gioie del “facebookpensiero”, anche perchè… sono ragazzi, per dirla alla  Greggio & Iacchetti, proviamo a farci tutti due conti in tasca, su ciò che ognuno ha in mente di “guadagnare” o “rimettere” dalla faccenda. Davvero, bisogna gioire da sinistra? Tacendo del fatto che un avversario leso fisicamente non è mai una vittoria (come detto, dovrebbe esser sotto inteso, e mentre non è utile innescare della retorica, tantomeno fare del buonismo aiuta nel capire).

Proviamo a ricostruire il fatto a mente fredda, ognuno secondo la memoria che gli resta del modo in cui ha potuto assistere alla scena. Dal vivo, in tv, dalla viva voce di qualcuno, non importa: eccola. Un sorriso, un colpo violento e ben assestato in pieno viso. In pieno pubblico. Dove “i ragazzi” della sicurezza non sono potuti intervenire prima, recuperano subito dopo, catturando con rispettosa destrezza il Premier per adagiarlo in auto.

Ma lui no, colpo di scena: all’ultimo secondo, deve resistere all’amorevole prepotenza, ed esce di nuovo fuori, a farsi meglio fotografare, meglio riprendere dalle tv, a cui comunque già non era sfuggita qualche immagine a testa dello sfregio. Sarebbe da far caso al fatto che da quel momento in poi il presidente  del Consiglio, evidentemente dopo aver già sommato il primo gruzzolo di riflessioni fra sè e sè, non ha più assunto, durante l’intera sosta in piazza, la sua mimica facciale normale. Le labbra (comprensibilmente) socchiuse per consentire a tutti di far caso al danno dell’arcata dentale, non si sono poi più serrate. E non ci si aspetti che si serrino presto quelle del Pdl, della Lega, della fetta ragionevole dell’opinione pubblica di ogni colore, dei legali del Premier che, a proposito, si ritrovano ben servito, ora, l’appiglio tanto cercato, dopo che tutto il resto era già stato tentato, che potesse aiutare a rinviare ancora le udienze dei processi in corso.

E di che cosa si potrebbe gioire? Da parte di chi? L’unico, ma davvero il solo che potrebbe ragionevolmente entusiasmarsi dell’accaduto dal punto di vista politico, e finanche umano (la voglia di riscattarsi dalle proprie responsabilità con il vittimismo è insita in ogni animo, ed è probabilmente la tentazione più antica del mondo). Di cosa mai dovrebbero divertirsi, tutti gli altri?

Al massimo, ai più sfacciati di noi, può spettare qualche minuto di ricreazione: proviamoci. A chi volesse cedere di fronte alla possibilità di abbandonarsi per un attimo a fantasticherie da dietrologia spicciola, ecco un piccolo dilemma da proporre tra le chiacchiere di oggi: e se l’episodio fosse stato pre-costruito? Se dietro all’aggressore, un ragazzo come tanti, qualche problema psicologico come tutti, ci fosse qualcuno? Rincariamo: se ci fosse qualcuno, e non si trattasse di un nemico? Se Silvio Berlusconi stesso, ottimamente consigliato, avesse progettato l’occasione di dare man forte e lauto compenso ad un “ragazzo qualunque”, permettergli di creare un “buco” nella ben retribuita sicurezza, e di ferirlo pubblicamente, per riprendersi quella umana solidarietà, se non proprio quel politico consenso, che tanto gli mancava ultimamente?  Vogliamo aggiungere alle chiacchierate di ozio anche un toto-perdono? Perchè non improvvisare, infatti, qualche scommessa sul se e come il Cavaliere, nonappena si sarà meglio ripreso, verrà incontro pubblicamente al suo carnefice? Tutto questo tra le molte congetture che si posson buttare là. Si fa per dire, e, per quanto concesso dalla dovuta compostezza, si fa per giocare, ovviamente. Ma siccome sappiamo che non può far mai male: cogliamo il momento e meditiamo, meditiamo.

Sandra Korshenrich

Comments are closed.