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Berlusconi: “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”. Intanto in Parlamento se ne discute.

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Dall’ospedale San Raffaele di Milano, dove da 3 giorni è ricoverato, Silvio Berlusconi lancia un messaggio sul sito del Pdl a tutti i suoi sostenitori ed elettori. “Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri.

L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio“. Con questo messaggio il Premier ringrazia tutti e manda un messaggio a tutti coloro che magari hanno gioito alla notizia dell’aggressione in Piazza a Milano domenica sera; il messaggio è chiaro: l’odio e l’invidia che hanno causato tale attacco non avranno mai la meglio sull’amore e suoi buoni propositi di questo governo. Intanto da San Vittore dov’è rinchiuso Massimo Tartaglia, i legali fanno sapere che l’uomo rischia 5 anni di reclusione, ma lui dalla sua cella in isolamento dice di non essere un killer. Intanto nell’aula del Parlamento si assiste ai primi scontri tra maggioranza e opposizione sul caso.

Quando poi a parlare è Antonio Di Pietro, il Pdl abbandona l’aula. La tensione sale subito alle stelle, con Fabrizio Cicchitto che si scaglia contro la “campagna di odio che ha armato la mano dell’aggressore”. Una campagna alimentata da veleni, che “dura dal 1994, nella quale non è vero che siamo tutti uguali visto che è stata condotta solo contro Berlusconi.

Dal gossip – recita freddo – si è passato alle accuse infamanti di mafia fino a quella di essere dietro alla organizzazione delle stragi”. Secondo Cicchitto, si tratta di una campagna “condotta da Espresso-Repubblica, da quel mattinale delle procure che è ‘Il Fatto quotidiano’, da ‘Annozero’ e da quel terrorista mediatico che è Marco Travaglio. Dall’opposizione, Pier Luigi Bersani evidenzia il “rischio che qualcuno si vesta da pompiere per fare l’incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra noi, che va oltre il segno”.

Il segretario Pd esprime una “condanna senza altre parole del gravissimo atto di violenza e aggressione”. E denuncia: “E’ possibile che la pentola a pressione di un Paese che è in difficoltà deve avere una valvola. Pensiamo di andare avanti tutta la legislatura con 26 voti di fiducia all’anno? Parlo di qualcosa ce non c’entra con questi fatti, ma che riguarda di un processo democratico che dobbiamo garantire”. Pier Ferdinando Casini, segretario dell’Udc, sostiene che “la solidarietà al premier è doverosa”, ma dice no alle “strumentalizzazioni o alle intimidazioni” che rischiano di alimentare “nuove campagne di odio”.

Manuela Vegezio