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Epifani: urge tavolo su crisi, su Tfr Confindustria tace

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La crisi andava affrontata con dei tavoli cui sedersi tutti, anche perchè questo è il metodo che serve per fare coesione. Questo il monito al Governo del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando allassemblea dei presidenti di Legacoop a Bologna. Serve, secondo il sindacalista, una cultura del rapporto partecipativo, essenziale per il superamento della crisi economica, in modo tale che il sistema Italia non ne esca rinsecchito, più piccolo, più stremato e più diviso.

Dal palco di Bologna Epifani commenta anche la decisione del Governo di utilizzare il Tfr inoptato per la spesa corrente, dichiarandosi colpito dal silenzio di Confindustria in proposito. Quei fondi – ha ammonito – sono oggi destinabili a qualsiasi cosa, mentre il Governo Prodi ha deciso di usare per le infrastrutture le risorse liberatesi. Epifani prosegue poi criticando le politiche anticrisi adottate dal ministro dellEconomia, Giulio Tremonti: oltre al deficit che continuerà ad aumentare in valore assoluto e percentuale, si rischia anche di depauperare il sistema economico  di quegli elementi di sostegno alleconomia reale e ai redditi reali che sono, in una crisi come questa, un fattore anti-ciclico e di sviluppo. Altri risultati, prosegue poi il segretario a margine dellincontro, potrebbe sortire in Italia un piano alla Sarkozy, caratterizzato da investimenti di dimensioni straordinarie: il caso francese prevede infatti 11 miliardi per la scuola superiore, piccole e medie imprese, industria aerospaziale, ferrovie, trasporti, cantieri, unidea di politica industriale, ma è ben lontano dallimpostazione seguita dallItalia, soprattutto alla luce della rotta tracciata dalla nuova finanziaria.

Daltro canto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, interviene ai Consigli generali di Cisl e Uil, dimostrando unità di intenti con i due sindacati che hanno mostrato spesso posizioni diverse da quelle della Cgil. In particolare la Marcegaglia condivide con essi la necessità di adottare una riforma fiscale che premi chi lavora e chi fa impresa; a sostegno della sua tesi ricorda leccessiva pressione del fisco a cui le imprese sono sottoposte, che si attesta attorno al 68%, e non sottovaluta le potenzialità offerte dal federalismo fiscale ai fini di una maggiore efficienza della spesa pubblica e di una riduzione dei costi.

Loredana Spedicato