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Finanziaria: nuovo strappo tra Fini e il Governo

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“Deprecabile”. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha così definito, nel suo odierno intervento in Transatlantico, la decisione del Governo di chiedere il voto di fiducia su un maxiemendamento in merito alla manovra finanziaria per i prossimi due anni.
“La decisione di porre la fiducia – ha spiegato Fini – sulla legge Finanziaria è legittima ma deprecabile perché di fatto impedisce all’Aula di esaminare gli emendamenti” in un contesto in cui “non vi era stato da parte dell’opposizione nessun atteggiamento ostruzionistico”. Il Presidente della Camera considera, quindi, la decisione di apporre il voto di fiducia sull’articolo 2 del testo blindato approvato in Commissione senza alcun dialogo con le opposizioni “una decisione attinente esclusivamente a ragioni di carattere politico, rientranti non già nel rapporto tra governo e opposizioni ma unicamente all’interno del rapporto tra la maggioranza e il governo“.

Parole pesanti che, trascorse le ultime 48 ore in cui tutta la destra si è strinta attorno a Berlusconi in seguito all’aggressione di domenica sera, tornano ad evidenziare i gravi problemi interni alla maggioranza che, procedendo su questa strada, rischia di incappare in una pericolosa implosione.
Domenica pomeriggio, prima quindi dell’aggressione, il nostro quotidiano aveva già documentato un secco botta e risposta fra finiani e ex-militanti di Forza Italia, con i primi che chiedevano di ridiscutere il patto di Governo e i secondi che sostenevano la necessità di andare avanti a testa bassa, attaccando frontalmente la magistratura, il Capo dello Stato e la Costituzione.

A riprova delle tensioni interne alla maggioranza il fatto che l’intervento di Fini sia stato applaudito non solo dai banchi dell’opposizione ma anche da diversi parlamentari della maggioranza.
Il primo a replicare con durezza alle parole del Presidente della Camera è stato, invece, il ministro Calderoli che, in quanto esponente della Lega, non si è certo preoccupato di preservare gli equilibri interni al PdL. “Dalla presidenza della Camera – ha detto Calderoli – ci si attende l’applicazione dei regolamenti, non certo valutazioni sul fatto se sia deprecabile o meno una richiesta di fiducia, la cui valutazione di merito spetta all’esecutivo”.

Anche il coordinatore nazionale del partito Sandro Bondi ha criticato Fini, accusandolo di pronunciare parole che “rischiano di rinfocolare immediatamente le polemiche”. In serata il Presidente della Camera ha avuto un colloquio telefonico con Berlusconi, che domani dovrebbe essere dimesso dal San Raffaele, per esprimere la sua delusione in merito all’atteggiamento del Governo.
Dopo le dichiarazioni di Bonn, il premier aveva già avuto modo comunque di commentare le continue prese di distanza di Fini, dicendo, fra le altre cose, di essere “stanco delle sue ipocrisie“.

Intanto si avvia così ad essere approvata una manovra finanziaria che, nel complesso, poggia le sue fondamenta unicamente sull’idea di “scippare” parte dei soldi del Tfr dei lavoratori e sulla speranza che, grazie allo scudo fiscale, rientrino nelle casse dello Stato i soldi che costituiscono la minima parte del dovuto richiesta da questo Governo ai tanti grandi evasori del nostro Paese per rientrare nella legalità.

Mattia Nesti