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Giudici e avvocati, niente ‘add’ su Facebook

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Da che mondo è mondo, i precetti giuridici seguono levoluzione della società e vi si adattano, in modo da poterne regolare gli aspetti nuovi. E se prima era lo sviluppo del commercio su larga scala o lintroduzione delle regole di navigazione a crucciare i giusti, ora ci pensano i moderni social network. E così, Facebook fà legge, ma Facebook fà anche rispettare la legge, in ossequio ai canoni di terzietà e imparzialità propri (o che dovrebbero essere tali) del giudice. Quindi stop alle amicizie virtuali dei giudici con gli avvocati: si rischierebbe infatti di compromettere la libertà di giudizio qualora ci si dovesse trovare di fronte in aula il proprio virtual friend del quale si conoscono a menadito stati e gruppi ai quali è iscritto.
È quanto prevede il nuovo codice di condotta approvato dal Comitato per lEtica Giudiziaria della Florida: nessun avvocato fra gli amici dei giudici, perchè in ogni caso il termine amicizia evoca un rapporto intimo e confidenziale. E, soprattutto, si potrebbe dare limpressione che lavvocato-amico sia in grado di influenzare le scelte del giudice, che invece deve essere sempre obiettivo e imparziale.
Punto focale della questione la nozione di amico, ridefinita ormai da Facebook e affini: Su Facebook stringo amicizia con amici degli amici, colleghi, persone che dicono di conoscermi, individui del passato che a malapena ricordo e tanti utenti che chiedono lamicizia per errore. Io confermo sempre tutti, questo il commento di Ashby Jones sul blog legale del Wall Street Journal. E anche i diretti interessati sembrano perplessi da quanto stabilito dal Comitato: il giudice Thomas McGrady commenta con ironia Possiamo essere buoni giudici anche se abbiamo amici, ma capisco che un avvocato-amico su Facebook possa essere percepito male dallesterno. La prossima volta lo contatterò solo via telefono».

Giorgio Piccitto