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Rai tre compie trent’anni. Enrico Ghezzi rivela:mi bocciarono un format identico al Grande Fratello

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Oggi, 15 dicembre, la più giovane delle reti Rai soffia le sue trenta candeline. Rai Tre compie trent’anni. Nata quasi come tappabuchi, nel 1979, aveva soltanto una manciata di ore di programmazione quotidiane. Con il tempo, però, il brutto anatroccolo diventa cigno.

Una rete importante che ha scelto, nel tempo, di differenziare la propria programmazione dandosi un indirizzo volto all’interesse della società italica, sfornando spesso programmi di pubblica utilità quali Chi l’ha visto, Un giorno in Pretura, Mi manda Lubrano e affini. Particolare interesse è dedicato anche alla cultura, basti pensare a Per un pugno di libri.

Ma il programma sovrano di Rai Tre è Blob creato dal genio di Enrico Ghezzi. Una formula semplicissima eppur perfetta, il materiale lo forniscono gli altri, Ghezzi e colleghi si limitano a lavorare sul montaggio: hanno ben imparato la lezione di Ejsenstein in merito al senso che si può suggerire mediante l’accostamento di immagini. Blob non è soltanto satira, peraltro ben fatta, bensì una fotografia costante ed impietosa del trend del nostro Paese.

Poteva Enrico Ghezzi lasciarsi sfuggire una dichiarazione che suona quasi come un monito orwelliano? Ovvero, il critico cinematografico aveva proposto al direttore di rete, in tempi non sospetti, un format praticamente identico all’attuale Grande Fratello. Sei giovani studenti avrebbero dovuto stare chiusi in una casa al fine di creare un programma televisivo e, con il tempo, aggiunge Ghezzi, sarebbero diventati loro stessi il programma.

Forse, cassando l’idea, il direttore di rete ha, involontariamente, tutelato l’invidiabile carriera di Ghezzi.

 

Valeria Panzeri