Home Spettacolo Annozero: Il No del Cda della RAI. Travaglio contro tutti.

Annozero: Il No del Cda della RAI. Travaglio contro tutti.

Erano già poche le polemiche all’interno dell’arena di Santoro. A mettere più benzina sul fuoco adesso ci pensa il Consiglio di Amministrazione della RAI, che ha votato all’unanimità una delibera sulla sospensione delle “docu-fiction” o “docu-drama“, quelle ricostruzioni con attori che abbiano ad oggetto tematiche connesse a procedimenti giudiziari in corso, dando contestualmente incarico al Direttore Generale di elaborare una regolamentazione sistematica della materia. Intanto Annozero si prepara alla puntata di domani sera che vedrà come tema l’aggressione al Premier a Piazza Duomo. Tutto questo avviene dopo 2 giorni dalla lettera di Marco Travaglio al direttore Feltri che così recita:

Signor direttore,

ho letto l’articolo del collega Gian Marco Chiocci (ma il titolo lascia pensare che sia opera di Marcello Dell’Utri: “Dell’Utri sbugiarda Travaglio”) sulle presunte “inesattezze, omissioni e imprecisioni documentate processualmente” in cui sarei incorso nell’ultima puntata di Annozero. Di solito non replico agli attacchi dei giornali, ma stavolta faccio un’eccezione perché si mette in dubbio la cosa più preziosa che ho: la mia credibilità di giornalista documentato. Se il punto di riferimento, come scrive Chiocci, è il processo Dell’Utri conclusosi (per ora) con la sentenza di condanna in primo grado a 9 anni, mi dispiace, ma allora il disinformato è Chiocci (o Dell’Utri).

In quest’aria tesa che si respira fuori e dentro gli studi della RAI anche Antonio Polito dalle pagine del Riformista fa sapere che ha declinato l’invito a partecipare alla diretta di domani sui fatti di Piazza Duomo. Il perchè? Marco Travaglio. Polito infatti sostiene che al di là delle posizioni politiche bisogna cominciare ad avere qualche pregiudiziale morale, e lui dice, di averne molte nei confronti di Travaglio. Polito continua dicendo:

...”Del resto Travaglio è lo stesso cattivo maestro che, citando un suo sodale, ha scritto l’altro giorno sul blog di Grillo un elogio dell’odio: «Chi l’ha detto che non posso odiare

travaglio

un uomo politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto?». Con uno così non vorrei mai trovarmi nella stessa stanza. Tutto ciò sempre ammesso che Travaglio sia davvero e ancora un giornalista, visto che si esercita ormai apertamente nella fiction, recitando da attore testi le cui fonti le sa solo lui, ma ciò nonostante la tv pubblica lo paga sempre come giornalista. Evitare ogni contatto è dunque anche questione di deontologia professionale. In più c’è un problema di civiltà; lui non è una persona civile, vive di insulti, come quello che ha rivolto ieri ai giornalisti di Speciale Tg1: «Chiunque ha avuto lo stomaco di vedere quella merda di trasmissione…”.

Manuela Vegezio

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