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Battaglia navale nell’Antartico

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Steve Erwin era un noto naturalista; fu ucciso da un esemplare marino del mondo animale che lui tanto amava e al quale si avvicinava,allo scopo di documentarlo,in modo decisamente sprezzante.  Un gruppo di ambientalisti,confluiti in unassocizione  chiamatasi Sea Shepherd Conservation Society( di cui esiste anche uno store online con il quale si auto-finanzia) decisero così di ricordarne il nome dedicandogli una nave.

La Steve Erwin viaggia oggi per mare allo scopo di preservare la flora e la fauna negli oceani,ingaggiando vere e proprie battaglie con armi non convenzionali. Non stiamo certo parlando di armi da fuoco,bensì solo di cannoni ad acqua benchè questi ultimi siano in grado di lanciare getti idrici potentissimi, tranquillamente in grado di buttare a terra e a diversi metri di distanza un essere umano.

Una di queste battaglie si è svolta proprio ieri, 15 Dicembre.  Secondo la tesi di  Watson, il suo comandante, la baleniera giapponese da giorni era alle calcagna della sua nave, dal 9 Dicembre per lesattezza. Dopo ben sei giorni dinseguimento quindi si è arrivati allo scontro armato. Arrivati a poco più di 1000 km dallAustralia sembra sia stata proprio la baleniera ad attaccare; il contrattacco della Irwin è stato però immediato e talmente deciso da costringere i giapponesi a ritirarsi.

Questo episodio ricorda molto da vicino gli attacchi degli incrociatori di Greenpeace sempre contro le baleniere giapponesi, ma non solo. Se non fosse per la tragicità dellargomento si potrebbe anche interpretare i fatti avvenuti come una sorta di gioco di ruolo. Il problema della caccia alle balene è enorme: il numero degli esemplari esistenti si assottiglia sempre di più e sembra non esserci modo di limitare il fenomeno, soprattutto per quanto riguarda il mercato giapponese, in quanto tradizionalmente ciò che si ricava dalla balena viene utilizzato in svariati modi, primo  fra tutti il cibo: La carne dellenorme mammifero è infatti tremendamente apprezzata nel paese del sol levante.

Questo fa si che i cacciatori ( o pescatori?) trovino motivazioni sempre nuove  per convincere le istituzioni preposte al controllo della necessità di andare a caccia  dei grossi cetacei. Stando così le cose purtroppo sarà molto difficile, se non impossibile, arrivare ad una soluzione pacifica.