Home Cultura CIBI VICINI: Nasce a Torino la prima Osteria a KM zero

CIBI VICINI: Nasce a Torino la prima Osteria a KM zero

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Il progetto ha origine dallidea di un gruppo di giovani che credono nella filosofia del km zero e del consumo responsabile applicabile concretamente alla ristorazione e si rifà al modello delle vecchie e genuine trattorie di una volta, ormai quasi scomparse, dove lOste gentile amava la conversazione e consigliava sapientemente il cliente sul vino da abbinare ai piatti tradizionali proposti in giornata.
Dausin, così si chiama la prima vera Trattoria a Km Zero, che in dialetto piemontese significa vicino, si trova in uno dei quartieri centrali e in fase di riqualificazione di Torino, in Via Goito 9 a San Salvario.

I piatti proposti quotidianamente sono pochi e rigorosamente freschi, niente quindi liste smisurate e uguali per ogni stagione, che lasciano presagire  l’intervento massiccio del surgelatore in cucina, bensì solo i piatti che i cuochi riescono a cucinare nella stessa giornata di lavoro, con le sole materie prime acquistate dai contadini di fiducia, a seconda della rotazione stagionale, esclusivamente nel raggio della cintura torinese o al massimo entro la provincia.

La logica del km zero nellOsteria viene applicata anche per il rifornimento di tutto quello che serve per gestire il locale: dalle tovaglie, ai blocchetti per le comande. “Se dobbiamo dare i nostri soldi a qualcuno per rifornire il nostro ristorante, vogliamo che siano destinati a famiglie che come noi lavorano nel territorio portando avanti le loro piccole imprese. Compriamo quindi le materie prime dai contadini, a prezzi e a quantità vantaggiose, recuperando anche quel rapporto umano di fiducia e stima che la grande distribuzione ha cancellato negli ultimi tempi. Anche per il resto degli altri oggetti preferiamo non rivolgerci alle grandi catene, ma ai piccoli commercianti della nostra zona.” Dice Roberto Pelleriti, ideatore del progetto Dausin e Oste gentile che riceve i clienti spiegando loro nel dettaglio lorigine e il senso dell’iniziativa. “La nostra idea nasce qualche anno fa, quando abbiamo sentito parlare dell’esperienza di due giornalisti americani che avevano deciso di consumare per un certo periodo solo prodotti locali. Ci abbiamo messo qualche tempo per definire il progetto e questestate finalmente abbiamo aperto il locale”.

Puntare sulla riscoperta delle ricette tradizionali, sulla freschezza dei piatti, sulleccellenza delle materie prime, senza trascurare  il giusto rapporto tra qualità e prezzo: queste le chiavi vincenti per il successo di un nuovo modello di ristorazione sostenibile. Unesperienza da imitare.

 

 

 

Paola Ganci