Facebook, la libertà di parola in Rete

Facebook e libertà
Facebook e libertà

Dopo l’aggressione al premier Silvio Berlusconi di domenica, seguita dall’apparizione, sul web, di fan club e gruppi di sostegno dell’aggressore, Massimo Tartaglia.

Le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni: “Il governo interverrà per porre fine a quella che è una vera e propria istigazione a delinquere attraverso Internet”. Oggi Maroni ha parzialmente corretto il tiro. “Non c’è nessuna intenzione di fare leggi speciali per il web”, ha detto. Certo, sarà presentato al Parlamento un piano del Governo per applicare alla Rete gli stessi reati che si applicano per giornali. E ai magistrati daranno dati strumenti per rimuovere le pagine incriminate in 24 ore. Si tratta di idee che la Rete accoglie con insofferenza. Tanto che Beppe Grillo, definisce le parole di Maroni tentativi di intimidazione. Il blogger Luca Sofri Wittgenstein” fa una riflessione più ampia, difendendo la libertà di parola in Rete, ma precisando che Internet ha una potenza quantitativa straordinaria.

E anche la politica, dal Presidente della Camera Gianfranco Fini a Pierferdinando Casini e Paolo Gentiloni, vanno contro l’ipotesi di Maroni. La stretta però, in alcuni casi è partita ancor prima dell’arrivo di norme del governo. È il caso di Facebook, ad esempio, che ha provveduto a far sparire alcuni gruppi. Ma le segnalazioni che portano all’oscuramento giungono a risultati assurdi. Ad esempio, la fan page di gay.tv, è stata cancellata dal Social Network. “Gay.tv aveva decisamente condannato il gesto di Tartaglia”, scrive Gay.tv in un post che invita a far girare in Rete. “Non esistendo alcuna motivazione specifica per bloccare la visibilità di GAY.tv sul social network, la rimozione della nostra pagina e dei nostri profili non può che configurarsi in una definizione: censura preventiva”.

Riccardo Basile