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L’attacco al Premier analizzato alla moviola a Matrix

vinci

Da domenica scorsa le immagini dellattacco a Berlusconi vengono trasmesse continuamente da ogni angolatura. Alessio Vinci nella puntata di Matrix di questa sera ha trasmesso la moviola dellaggressione, analizzando secondo per secondo il filmato, per evidenziare dettagli non ancora presi in considerazione e capire se sono stati commessi errori che potevano essere evitati.
Cinque erano le guardie del corpo collocate intorno al Presidente del Consiglio, a formare un cerchio di protezione. Dallanalisi della moviola nei secondi precedenti allaggressione emerge un dettaglio inquietante relativo alla modalità del lancio. Si è visto chiaramente che laggressore ha trattenuto loggetto in mano per tre secondi e sei decimi, alzando un braccio e prendendo bene la mira, per poi scagliare la statuetta con violenza verso lobiettivo: in totale sono sei i fotogrammi che descrivono lintera azione. Impressionante il rumore sordo dellimpatto delloggetto sul viso di Berlusconi, che accompagna distintamente le immagini e dà la misura della violenza del gesto.
Il ministro Maroni, intervenuto alla puntata, ammette che potrebbe esserci stata una distrazione da parte della scorta, ma che non era assolutamente prevedibile una simile azione e che pertanto non è possibile individuare delle responsabilità oggettive a carico degli agenti addetti alla sicurezza.
Per evitare il rischio di unaggressione, sarebbe stato più sicuro non scendere dalla macchina e non mescolarsi tra la folla dopo il comizio afferma Maroni. Ma con il senno di poi è troppo facile trarre facili conclusioni.
In genere è il caposcorta che decide i percorsi, gli itinerari e i movimenti da rispettare per garantire la sicurezza di Berlusconi quando si trova in pubblico, ma spesso è il Premier stesso a non rispettare il protocollo, per concedersi un bagno di folla, firmare autografi e stringere le mani della gente intervenuta ai comizi.
Lesperienza di domenica sarà utile per cercare di garantire in futuro lincolumità per tutti gli esponenti politici che incontrano la folla, specie adesso che andiamo incontro ad un periodo di campagna elettorale. Sicurezza non solo per le massime cariche dello Stato. Aggiunge Maroni. Ma per tutti i politici.
In esclusiva a Matrix parla anche il padre di Massimo Tartaglia, il quale, visibilmente rammaricato, ha chiesto scusa per il gesto del figlio, confermandone le condizioni di disagio psichico. Era suo dovere scrivere a Berlusconi e chiedergli scusa. Rinnovo a lui i miei auguri di guarigione. Speriamo che vada tutto bene. Mio figlio è in cura con psicofarmaci dalletà di 18 anni. Non aveva dato alcun segno che potesse presagire il suo gesto. Non so come è maturata la cosa.
Maroni conferma larresto di Massimo Tartaglia  per lesioni pluriaggravate con laggravante della premeditazione. Il giudice deciderà domani per il suo ricovero in una comunità.

Paola Ganci

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