Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica L’intervista segreta di Paolo Borsellino: Berlusconi, Dell’Utri, mafia

L’intervista segreta di Paolo Borsellino: Berlusconi, Dell’Utri, mafia

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Ieri a Palermo, accanto allo splendido Teatro Massimo, è stata presentata lintervista segreta di Paolo Borsellino datata 1991 che tratta argomenti di intreccio tra mafia, politica e industria. Il dvd con lintervista sarà acquistabile insieme al Fatto Quotidiano. Presenti allevento il direttore Padellaro, Marco Travaglio, Sandra Amurri e Fabrizio Calvi, uno dei due giornalisti francesi che ai tempi realizzarono lintervista per CanalPlus che poi non la mandò in onda.

Nonostante i contenuti eccezionali e ancora oggi attualissimi del colloquio con il magistrato tragicamente ucciso da Cosa Nostra, nessuno in Italia ha mai avuto il coraggio di mandarla in onda. Paolo Borsellino, con la consueta naturalezza che lo contraddistingueva, non si dice per nulla meravigliato del fatto che la mafia, dopo il delitto Lima, cercasse nuovi interlocutori con lo Stato e con limpresa industriale. Ecco perchè, nonostante non abbia confermato i nomi dellattuale Presidente del Consiglio e altri vicini a lui, non si dice per niente sorpreso di un possibile intreccio.

Inoltre lintervista rappresenta un esempio straordinario di collaborazione tra mondo del giornalismo e magistratura che, pur essendo i maggiori organi di controllo e garanzia del potere, appaiono spesso in contrasto. Basta vedere questo dvd per verificare che questo è un luogo comune. Addirittura Borsellino consegna ai giornalisti francesi, un papello di carte che lui stava studiando in merito alla vicenda e ad altre questioni mafiose. Oggi una cosa del genere schiaccerebbe mediaticamente sia il giornalista, sia il magistrato. Eppure stanno facendo solo il loro lavoro. Il dvd contiene anche lintercettazione di una telefonata sospetta tra Berlusconi, DellUtri e Confalonieri.

Nellintervento post-visione del filmato, Padellaro ha mosso le sue preoccupazioni per la recente aggressione al premier, ma ha anche precisato come lui, Travaglio e tutta la stampa libera dopposizione siano stati indicati come i mandanti morali dellattentato. Questa è una cosa intollerabile. Stranamente Berlusconi si è preoccupato per la riapertura delle inchieste sulle stragi. E perchè mai dovrebbe? Chi mai lo farebbe? Chi sarebbe preoccupato se la magistratura e il giornalismo svolgessero il loro lavoro così come è? Probabilmente solo chi ha cacciato dalla tv Santoro, Biagi e Luttazzi nel 2001. Fra laltro, la dipartita di questi tre nomi per volere di Berlusconi riguardava il riemergere in tv di questa intervista. Chissà perchè.

Giuseppe Greco

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