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Nuovo scontro fra il Governo e il web in rivolta

censura

Dopo le tensioni dei giorni scorsi, con i principali esponenti del Governo impegnati a denunciare siti e gruppi di Facebook che inneggerebbero alla violenza contro Berlusconi, si apre, in Toscana, un nuovo scontro fra il web e il Popolo delle Libertà.
Protagonista il sito web di SenzaSoste, quotidiano online di (contro)informazione fondato nel 2007 a Livorno che, ad oggi, conta oltre 8 milioni di visitatori. Emiliano Baggiani, esponente di spicco del PdL livornese, ha infatti chiesto al Governo di intervenire per la “chiusura del sito“, in seguito ad un articolo comparso su Senza Soste dopo l’aggressione a Berlusconi di Piazza del Duomo.

“Invece di un grottesco atto terroristico, – si legge sul pezzo, evidentemente redatto prima che fosse chiarita la dinamica dei fatti – che l’avrebbe sicuramente trasformato in martire, Silvio Berlusconi ha riscosso quel “sano” cazzotto in faccia che ogni tanto tocca in sorte alle persone arroganti e fastidiose. Una riduzione del (si fa per dire) divino ad umano propedeutica al ridimensionamento politico definitivo del personaggio […] un riflesso condizionato verso un personaggio e un governo che fanno dell’offesa, dell’aggressione verbale e dell’arroganza una pratica comunicativa quotidiana. D’altra parte un governo che schiera gente come Berlusconi, Brunetta, Borghezio, Calderoli, Vito, deve essere consapevole che prendere un cazzotto è una possibilità da mettere in conto”.

La redazione di Senza Soste, che oggi ha inserito in home page il pezzo di Travaglio e Gomez, “L’amore secondo B.”, che riporta tutti gli insulti pronunciati dal premier negli ultimi anni, commenta così l’accaduto: “Questa presa di posizione, che a suo dire sarà seguita da un esposto alle forze dell’ordine, non rispecchia altro che l’atteggiamento di paura oltre che di intolleranza verso uno strumento come la rete che di giorno in giorno logora il potere televisivo che per anni ha permesso a Berlusconi di essere un monopolista dell’informazione. Mediaset infatti ha permesso a personaggi grotteschi di assumere ruoli chiave nelle istituzioni e mandare avanti in politica un codazzo di vassalli tanto improbabili quanto ridicoli. Livorno ne è un chiaro esempio […] Baggiani vorremmo ricordare che se lui prendesse voti per quanti ingressi fa il nostro sito, a questo punto sarebbe sindaco”.

Il Governo si sta dimostrando capace, in questi giorni, di aumentare a dismisura il livello di tensione nel Paese. E mentre Senza Soste denuncia anche “l’ondata d’amore di Berlusconi” che prevederebbe la censura del web e, sul modello degli stadi, l’introduzione della “tessera del manifestante” con i manifestanti costretti a firmare in Questura “come ai tempi del Duce”, su Facebook si moltiplicano gli avvertimenti per il Governo: se entreranno in vigore tali norme, centinaia di migliaia di persone sono pronte a scendere in piazza, ovunque e senza controllo.

Mattia Nesti