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“Devo ancora incontrare qualcuno che non è sceso a compromessi ed è rimasto vivo”: John Lennon si racconta in un’intervista inedita

LONDRA- Un’intervista inedita – fatta a John Lennon nel ’68 da 2 studenti della Keele University – è stata “scovata” dalla rivista New Statesman e messa al centro del numero di Natale.

john lennon
john lennon

Era stata rilasciata dopo la pubblicazione – su Black Dwarf – di un articolo che accusava i Beatles di essersi ‘venduti’ all’establishment. Parole che John respinge al mittente: ‘Il sistema fa schifo, e’ vero. Ma abbatterlo non serve a niente. Meglio sovvertirlo dall’interno”. Una chiacchierata di sei ore che tocca gli argomenti più disparati: la musica, il rapporto con i soldi, la spiritualità, la fama, l’amore, i ricordi della misera infanzia a Liverpool. In primo piano soprattutto il sogno del cambiamento, l’utopia di un mondo diverso: “Il punto è cambiare la mentalità della gente – dice Lennon -. Non serve a niente buttare giù un paio di maledetti Tory. Voglio dire, se abbatti il sistema, chi andrà al potere? Quelli che hanno menato di più le mani, come in Russia. Saranno loro a comandare. Tutto passa attraverso la testa delle persone”. Niente rivoluzione armata, dunque, come è logico aspettarsi dall’autore simbolo del pacifismo degli anni 70.

“Il mio punto di vista è quello che sono. Tutto quello che dico nelle mie canzoni è quello che faccio. Ok, noi, i Beatles, ci siamo fatti i capelli a caschetto per arrivare dove siamo. Ma è quel che succede quando a scuola ti mettono in un angolo: o scendi a compromessi o ti schiacciano del tutto. Se posso preferisco evitare di essere crocifisso. Ma devo ancora incontrare qualcuno che non è sceso a compromessi ed è rimasto vivo”.
Giuliana Ricci