Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica D’Alema e la “leggina”: aperture che sanno di “inciucio”?

D’Alema e la “leggina”: aperture che sanno di “inciucio”?

D_Alema MassimoLa riforma della giustizia, per renderla migliore per tutti i cittadi­ni, ci interessa e abbiamo le nostre proposte. Viceversa, quelle per fer­mare i processi a Berlusconi non sono riforme e non si può certo pre­tendere che l’opposizione le faccia proprie” : così l’ex ministro degli Esteri, Massimo D’alema, ieri in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Ma aggiunge: “Se per evitare il suo proces­so (di Silvio Berlusconi, ndr) devono liberare centinaia di im­putati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad perso­nam per limitare il danno all’ordi­namento e alla sicurezza dei cittadi­ni”.

Sta tutto qui il mistero del nuovo paventato “inciucio” italiano: in quella apertura a una “leggina” che, a parere di D’Alema, potrebbe tenere a freno il premier incalzato dai magistrati, senza arrecare troppo danno al sistema giudiziario del Paese.

Un’idea nebulosa e improvvisa, che potrebbe rappresentare una chiara risposta alla richiesta, avanzata dallo stesso presidente del Consiglio, di avviare una nuova “stagione” di collaborazione con la parte più morbida dell’opposizione. O forse no.

Supposizioni, fantasticherie, insinuazioni che al momento non trovano ulteriore riscontro, ma che hanno spinto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a convocare ieri un incontro tra i dirigenti del partito (presenti Fassino, Veltroni, lo stesso D’Alema) per comprendere fino a che punto i democratici possano inoltrarsi sul percorso delle riforme condivise (e raccogliere dunque l’invito del premier) senza il timore di scivolare sul terreno cedevole delle leggi “ad personam” che potrebbe aprire a scenari ingestibili e incontrollabili.

Maria Saporito