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Il PdL del Veneto contro le scelte di Berlusconi

Questa mattina si è tenuto a Padova il coordinamento veneto del Popolo delle Libertà che ha elaborato una posizione in merito alla decisione, resa pubblica ieri, dell’ufficio politico nazionale del partito di concedere alla Lega Nord di scegliere il candidato per le prossime elezioni regionali, silurando così Giancarlo Galan.

galan_berlusconi_lp“Il Coordinamento Regionale del Veneto – si legge nella nota conclusiva – da’ mandato al Coordinatore Regionale ed al Vice – Coordinatore Vicario di rappresentare urgentemente al Presidente Silvio Berlusconi il disappunto del P.D.L.Veneto sulle scelte e sul metodo operate dal Comitato di Presidenza del P.D.L […] Si rivendica la dignita’ del P.D.L. Veneto e la centralita’ per la tenuta del P.D.L. in Veneto della persona del Presidente Giancarlo Galan”.

Un atto di gentile insubordinazione che vuole mettere al centro del dibattito interno al PdL l’esistenza di alcune realtà locali che non ha nessuna intenzione di svolgere il ruolo di pedine nella partita delle alleanze che si gioca esclusivamente nei palazzi di Roma.
Nel frattempo si moltiplicano, sul sito del governatore e su Facebook, gli utenti che invitano Galan ad andare avanti, costruendo una lista civica perché gli elettori vogliono “lui e non il partito”.
Sul sito ufficiale, www.galanpresidente.it, si arriva a scrivere che la Lega “è fautrice della politica del tombino contro la politica delle idee e dei valori“, e che “i leader emergenti leghisti sono giovani sindaci, tutti protesi sul particolare e privi di una visione “alta” del loro ruolo nonché del valore della politica in generale. Questa loro mentalità chiusa e limitata stride con la loro giovane età: nell’era di internet, del multiculturalismo, i sindaci leghisti vietano il kebab, in quanto cibo non tradizionale; pretendono finanziamenti per tradurre cartoni animati in dialetto; anzi qualcuno in dialetto vorrebbe pure la celebrazione della Messa”.

Verrebbe da chiedersi, piuttosto, dove fosse Galan quando i sindaci leghisti della sua regione indicevano il White Christmas per fare pulizia degli immigrati e insultavano i preti di provincia che cercano di favorire l’integrazione degli stranieri; non sono note, ad oggi, tracce di questo suo incontenibile sdegno.

Nel frattempo la politica fa il suo corso, e l’Udc fa sapere di essere pronta a sostenere Galan, come già fatto nel 2005, qualora decidesse di candidarsi con una propria lista civica indipendente dall’asse PdL – Lega. Contemporaneamente i centristi aprono anche al Partito Democratico, che ha fatto sapere di voler verificare la possibilità di un’alleanza, prospettando l’ipotesi di un “fronte moderato”, da Galan ai democratici, per battere il candidato leghista.

In ogni caso la situazione in Veneto, da sempre roccaforte della destra, sembra complicarsi ogni giorno di più. Il sistema elettorale per le regionali, infatti, non prevede alcun ballottaggio e se Galan dovesse davvero rompere con il PdL correndo da solo affiancato da centristi e PD potrebbe anche farcela. A quel punto ci sarebbe solo da chiedersi che cosa abbiano fatto all’opposizione negli ultimi 15 anni gli esponenti di Ds e Margherita prima e del Pd poi. 

Mattia Nesti