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Manifestazioni degli studenti: perquisizioni in tutta Italia

2Ieri mattina gli uomini della Digos hanno perquisito, a Genova e a Bologna, le case di due studenti che sarebbero indagati per reati legati alla manifestazione nazionale dell’Onda degli studenti universitari durante il G8 delle università, a Torino lo scorso maggio.
In quell’occasione un corteo di oltre 10mila ragazzi e ragazze attraversò le strade della città, tenando di varcare la “zona rossa” dove si teneva l’incontro dei rettore degli otto paesi e scontrandosi duramente con le forze dell’ordine presenti. Gli studenti, infatti, intendevano contestare il vertice, simbolo delle politiche degli Stati Europei che per “preservare gli interessi dei responsabili della crisi” colpiscono la conoscenza e le Università.

Già a luglio, pochi giorni prima del G8 de L’Aquila, la forze dell’ordine arrestarono 21 studenti, liberati pochi giorni dopo, in diverse parti d’Italia, scatenando l’ira dell’Onda che, nonostante il periodo estivo, occupò decine di rettorati organizzando istantaneamente cortei e presidi di protesta. In merito a quell’azione, interna alla “operazione rewind“, il prossimo 12 gennaio si terrà la prima udienza del processo.

I network del movimento hanno rilasciato, nella giornata di oggi, alcuni comunicati in merito alle perquisizioni.
“Non ci stiamo: – scrivono gli studenti genovesi – alle falsificazioni e intimidazioni che ci vogliono dividere in buoni e “cattivi” rispondiamo che a Torino c’eravamo tutti, e ci siamo difesi in un contesto militarizzato e blindato a causa di un summit in cui si stava decidendo di e per noi, dei nostri percorsi di studio, delle nostre vite. Con l’operazione Rewind si vuole criminalizzare un movimento che dall’ottobre 2008 partendo dal mondo dell’università e della scuola, sta parlando di diritti, welfare, reddito. Un movimento ampio e condiviso che esercita dissenso, critica, anche radicale. E che non si ferma alla teoria: ha dato vita e creato in tutti la voglia di riprendersi spazi, saperi, di uscire dai ricatti e dalla paura in cui ci vorrebbero chiusi; e prova a mettere in pratica tutto questo giorno dopo giorno, in ogni città”.

“Non possiamo rimanere in disparte e zitti – aggiungono da Modena e Bologna – di fronte a quest’ennesimo atto di intimidazione; la forza costruita in un intero anno di mobilitazione ci riporta alle giornate di Luglio in cui in tutte le piazze d’Italia si alzava forte la nostra voglia di liberta’ e lo sdegno nei confronti dell’operazione Rewind che traeva in stato d’arresto 21 fra compagni e compagne dell’Onda Anomala.
La solidarieta’ si espande e si stringe intorno ai nostri fratelli e alle nostre sorelle con la convinzione di essere nella direzione giusta e di aver costruito un spazio politico che non potra’ mai essere fermato da barbarie poliziesche e giudiziarie, forti della nostra qualita’ politica e sociale di rinnovamento per continuare a costruire insieme un presente e un futuro differente.
Rispondiamo quindi andando avanti, continuando ad occuparci della realtà, la realtà della crisi,dei tagli al mondo della formazione, dei lavoratori in cassa integrazione,del razzismo dilagante, della precarietà. Ponendo queste questioni a tutti,non dimenticando che il nostro spazio e margine di libertà riguarda tutti”.

Mattia Nesti