Processo Dell’Utri, Gatto: “sentire 7 nuovi testi e 2 pentiti”

dellIl Procuratore Generale Antonino Gatto ha chiesto laudizioni di nuovi testimoni e pentiti allinterno del processo dappello al Senatore del PDL, nonchè ideologo e fondatore di Forza Italia Marcello DellUtri, già condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Nelle scorse settimane erano stati sentiti il pentito Gaspare Spatuzza ed il boss Filippo Graviano. I due fornirono alla magistratura versioni discordanti sui contatti tra DellUtri e gli ambienti mafiosi, in particolar modo quelli di Brancaccio, i quali avrebbero trovato nello stesso DellUtri una testa di ponte tra gli interessi mafiosi e quelli politici, così come per altro si constata nella sentenza di primo grado che condanna il Senatore.

Il PG Antonino Gatto ha chiesto quindi di sentire nove persone tra testimoni e pentiti. Tra i testimoni vi sono i cappellani delle supercarceri dellAquila e di Ascoli Piceno, Massimiliano De Simone e Pietro Capoccia, il vescovo del capoluogo abruzzese, monsignor Giuseppe Molinari, limprenditore Paolino Dalfone, che dovrebbe parlare della vicenda dei cartelloni pubblicitari nel quartiere di Brancaccio e quattro investigatori della Dia autori di accertamenti sulle dichiarazioni rese da Spatuzza. Il pg ha anche sollecitato laudizione dei collaboratori di giustizia Pietro Romeo e Salvatore Grigoli. Romeo fece il nome di DellUtri già nel 1995, mentre Grigoli, dopo averlo taciuto, rivelò ai magistrati di Firenze, competenti sulle stragi del 1993 di non aver mai parlato del Senatore in questione per non scatenare polemiche.

In sostanza i due collaboratori di giustizia, i quali a differenza dei Graviano, sono pentiti, hanno confermato le parole di Gaspare Spatuzza. Tutti gli elementi forniti dalle nove persone che il PG chiede di ascoltare, dovrebbero confermare la versione di Spatuzza e datare lincontro al caffè Doney di Roma tra i Graviano e lo stesso Spatuzza in cui si parlò degli accordi tra DellUtri, Silvio Berlusconi e gli ambienti mafiosi.

Luca Rinaldi