Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Casini al premier: “L’odio produce odio”

Casini al premier: “L’odio produce odio”

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Nell’Assemblea Nazionale delle Regioni dell’Udc, che si è tenuta nella città capitolina, Pier Ferdinando Casini (leader del partito democristiano) ha toccato vari argomenti, tessendo la tela del suo discorso attorno agli ultimi fatti avvenuti, sulle dichiarazioni di D’Alema e sull’intenzione del premier di contare su una parte dei voti dell’opposizione.

Andando per ordine e partendo dalle parole, forse, più pesanti che il maggior esponente dei centristi ha pronunciato, non si può celare il significato di ciò che ha sostenuto, perché la sua dichiarazione nei confronti di Silvio Berlusconi è stata forte: “L\’odio produce odio. E dal male può nascere consapevolezza, però, quando si costruisce sul male non si fa che generare altro male. Noi abbiamo ne abbiamo sentite, come le ronde, i medici spia, White Christmas, la caccia all’extracomunitario, gli attacchi al cardinale Tettamanzi ed anche i 100mila fucili di Bossi”.

Uno dei commenti più sentiti, però, è stato questo: “Non svenderemo il Nord alla Lega! Noi non accettiamo la decapitazione di Giancarlo Galan e nemmeno quella del prefetto di Venezia”.

Poi, si è detto dello stesso avviso di Massimo D’Alema, sostenendo che le parole dell’onorevole, che ha dibattuto sulla necessità di scendere a qualche compromesso in politica sono giuste. Così, il leader dell’Udc ha detto: “D’Alema ha ragione quando dice che ci vuole un compromesso”.

Infine è tornato a parlare del premier definendo vergognose le norme del processo breve, asserendo: “Se Silvio Berlusconi vuole contare su una parte dei voti dell’opposizione sul legittimo impedimento, devono essere prima tolte quelle norme vergognose che riguardano il processo breve”. Dunque, Casini voterebbe a favore delle norme sul legittimo impedimento, solo se il Pdl rinuncerà al processo breve. E sulla questione ha poi aggiunto: “Il problema giudiziario di Berlusconi non può essere inserito tra i suoi problemi provati, inoltre, il Parlamento non è la sede dove si devono confrontare i magistrati ed i legali del premier”.

Dorian Ulisse