Il ritorno del Monnezza: Tomas Milian, di nuovo nei panni di uno sbirro

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ROMA – Zuccotto scuro stile Nico Giraldi (il poliziotto che l’ha reso famoso), occhialini da sole tondi, capelli imbiancati, bastone e sorriso timido. E’ Tomas Milian, classe 1932: è arrivato ieri mattina – accolto dall’ovazione degli studenti – al Comune di Marino per la presentazione di ‘Roma Nuda’, la fiction in 4 puntate di Giuseppe Ferrara, dedicata alla criminalità romana prima della Banda della Magliana.

Tomas Milian
Tomas Milian

Nella miniserie ambientata nella Roma criminale tra il 1968 e il 1972 (della quale firma, con Dardano Sacchetti, anche soggetto e sceneggiatura) l’attore è di nuovo un poliziotto: Brigante, un ‘padre ideale’ del Monnezza, che si scontra con il protagonista, ‘Er piu” (Francesco Venditti), ispirato a un personaggio realmente esistito — l’ex pugile e boss del quartiere romano di Tor Marancia, Sergio Maccarelli. “Il mio personaggio – spiega Milian che torna nel nostro Paese a circa 20 anni dal suo ultimo ruolo ‘italiano’ – è un vecchio poliziotto che non accetta la panchina. E’ ammirato per il suo record di azioni, ma è più complesso e controverso di quanto sembri… come lo sono io”. Per Francesco Venditti in Roma nuda “c’é una malavita completamente diversa da quella di Romanzo criminale. E’ una malavita romantica, con un codice d’onore. Non usa armi ma la lotta uomo a uomo, e per questo può essere anche più violenta”.

L’intero cast della serie, per cui il produttore Massimiliano Caroletti sta trattando con Rai e Sky, è ora sul set, a Marino. Fra gli altri interpreti ci sono Eva Henger (moglie di Caroletti), Anna Falchi, Tony Sperandeo, Francesco Quinn e Francesco Benigno. Le riprese andranno avanti fino a marzo e, proprio in questi giorni, Milian sta girando la scena finale: “Sono emozionato. E’ un disastro per me parlare, sono timido, ho bisogno di qualcuno che mi scriva le battute”.

“Ho subito gradito molto l’idea di poter raccontare lo sviluppo dei ragazzi di vita pasoliniani in boss di periferia – dice il regista Ferrara – Come mi era capitato con un altro attore genio, Gian Maria Volonté, Tomas ha offerto continuamente spunti di creatività e invenzioni. Il suo poliziotto si rifà a un Monnezza molto invecchiato. E’ un personaggio paradossale, ma sempre eversivo”.

L’attore – che negli ultimi anni ha recitato, fra gli altri, in ‘Amistad’ di Spielberg e ‘Traffic’ di Soderbergh – dopo tanti no a progetti italiani, è tornato perché “m’é piaciuta l’idea di base, poi mi ha mosso l’amore per L’Italia ed il suo cinema. Giuseppe Ferrara è all’altezza dei grandi di Hollywood. Ti guida con pugno di ferro e guanto di velluto”. “Io mi ero ritirato – aggiunge – Volevo lasciare di me l’ immagine del Monnezza come il ritratto di Dorian Gray, non volevo ferire la sua figura e gli occhi del mio pubblico con quella di quest’uomo qua che non c’entra niente.

Monnezza è il mio ideale, per humour, candore e coraggio. Io vorrei essere lui, ma sfortunatamente sono Tomas Milian”.

Giuliana Ricci