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“Natale a Beverly Hills” film di interesse culturale

natale-beverly-hillsTutto si può dire di “Natale a Beverly Hills, la nuova fatica di Neri Parenti con Michelle Hunziker e Christian De Sica, tranne che si tratti di “un film di interesse culturale”.
Eppure la Commissione cinema del ministero lo ha così classificato dopo la visione della copia campione. Grazie a questa decisione il film della Filmauro di De Laurentis avrà accesso ad una serie di agevolazioni pensate per sostenere il cinema di qualità.
Nessun finanziamento diretto in denaro ma piuttosto sgravi fiscali ed il riconoscimento – udite, udite – di film d’essai.
La decisione è stata fortemente criticata dall’Anac, l’associazione degli autori, che vedono con preoccupazione l’errore di conferire ad un film di valore prevalentemente commerciale la patente di cinema di qualità. Soprattutto per il fatto che ciò potrebbe ulteriormente ridurre la visibilità di quei film, poco distribuiti ma di indubbio valore artistico, che oggi soffrono proprio questo deficit.
Altre critiche provengono dai piccoli esercenti, che resistono alla tentazione di scegliere titoli dal forte appeal commerciale, per programmare e proporre cinema di elevato valore culturale.
Perché insomma permettere l’accesso ad agevolazione ad un film che di certo non potrà lamentare scarsi guadagni, ma che al contrario anche quest’anno si piazzerà nei primi posti, e per molte settimane, nella classifica dei film più visti?
Il ministero non è nuovo a questo genere di sviste: già tempo fa il riconoscimento venne rifiutato ad un film di sicuro valore culturale come “Morire di Soap” di Antonietta De Lillo, per essere riconosciuto invece … al film sulle Winx.
Ma l’inghippo è soprattutto legislativo. Alla base di certe scelte, diciamo così, bislacche, c’è un sistema che non funziona, detto del «reference system», introdotto dal ministro Urbani: per ottenere l’accesso ai fondi pubblici bisogna avere delle referenze appunto, e cioè premi, cast famoso, buoni incassi.
Principi del genere, chiaramente, non possono che penalizzare lo stesso cinema che il riconoscimento dovrebbe avvantaggiare.

St. C.