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Pirateria in rete, Google e YouTube nell’occhio del ciclone

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youtubeDopo la recente ordinanza emessa dalla nona sezione del Tribunale Civile di Roma, che ha imposto la rimozione da YouTube dei contenuti video riguardanti il Grande Fratello, non si placano le polemiche contro l\’uso – a volte improprio – che determinati siti internet fanno di materiale protetto da copyright.

Secondo Tullio Camiglieri, coordinatore del Centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà di informazione, la decisione del Tribunale romano è un passo importante verso la legalità e il giusto riconoscimento della proprietà intellettuale. YouTube è uno strumento di grande utilità, ma sfrutta senza averne diritto contenuti di ogni genere protetti da copyright – afferma Camiglieri – e il confine con la pirateria on-line è labile.

L\’affondo coinvolge poi anche Google, il motore di ricerca proprietario del celeberrimo sito di condivisione di video: Google dichiara che basta una segnalazione per rimuovere un contenuto. La realtà è che YouTube è pieno di contenuti protetti da copyright e con questi ci guadagna, mentre chi ci perde ogni giorno sono gli autori, i registi, i giornalisti, gli editori.

Sulla base di alcune stime, i danni causati dalla pirateria sul web all\’industria culturale italiana ammonterebbero a quasi un miliardo di euro l\’anno, con 150.000 posti di lavoro persi in tutta Europa negli ultimi 10 anni. A sostegno di questa teoria si è schierata anche la FAPAV (Federazione Anti Pirateria AudioVisiva), auspicando – dopo la decisione del Tribunale di Roma – maggiore attenzione da parte della magistratura nei confronti della pirateria on-line.

Il dibattito è ancora aperto. Quello che appare più complicato è identificare i confini tra cosa è definibile come pirateria vera e propria e ciò che non lo è, tra ciò che realmente può danneggiare il lavoro altrui oppure no, piuttosto che sparare indistintamente nel mucchio della rete e criminalizzare a destra e a manca. Ma la questione è ormai antica, e soprattutto di difficile soluzione.

Daniele Ciprari