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Beatificazione PioXII: lo sdegno della comunità ebraica internazionale

ROMA, 21 DIC – Mondo ebraico sotto shock, oggi, dopo l’annuncio di papa Benedetto XVI che ha rilanciato il processo di beatificazione di Pio XII.

Il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia parla di decisione “prematura” che mostrerebbe la “negligenza” del Vaticano, accusato di gestire, con imperdonabile “leggerezza”, una questione così delicata. Per il Concistoro centrale, la scelta di Ratzinger non può non destare un certo stupore «se si considera l’atteggiamento sconcertante di Pio XII nel corso della Seconda Guerra mondiale».

Pio XII
Pio XII

La dichiarazione del Pontefice genera sdegno e polemiche anche nel nostro Paese. Un primo segnale si era avuto già ieri -subito dopo la pubblicazione dei decreti papali – con una nota critica firmata dal rabbino capo di RomaRiccardo Di Segni, dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – Renzo Gattegna e da Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica Italiana. Vale a dire, le più alte personalità ebraiche italiane che il 17 gennaio prossimo accoglieranno nella Sinagoga di Roma Benedetto XVI. I tre nella nota avvertono che «se la decisione di oggi dovesse implicare un giudizio definitivo e unilaterale dell’operato storico di Pio XII ribadiamo che la nostra valutazione rimane critica», pur precisando, di «non poter in alcun modo interferire su decisioni interne della Chiesa che riguardano le sue libere espressioni religiose».

Di Segni, Gattegna e Pacifici ricordano, però, che «la Commissione congiunta degli storici del mondo ebraico e del Vaticano è ancora in attesa di accedere agli archivi» relativi al pontificato pacelliano. «Non dimentichiamo – aggiungono ancora – le deportazioni degli ebrei dall’Italia ed, in particolare, il treno di 1021 deportati del 16 ottobre 1943 che partì verso Auschwitz dalla stazione Tiburtina di Roma nel silenzio di Pio XII».

Si dichiara «sorpreso» anche il rabbino David Rosenresponsabile del dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele: «Questa decisione», presa, per di più, «a sole tre settimane dalla programmata visita del Papa alla Sinagoga di Roma, non mostra grande sensibilità nei confronti delle preoccupazioni della comunità ebraica. Spero – si augura Rosen – che la decisione odierna non significhi che in Vaticano è in corso un’ accelerazione su Pio XII».

Altrettanto critico, il rabbino Giuseppe Laras, presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana, secondo il quale «il processo di beatificazione di Pio XII è una questione interna della Chiesa che va rispettata, ma addolora perché non può che farmi venire in mente ciò che accadde al tempo della Shoah». «La figura di questo pontefice, che alcuni anche da parte ebraica hanno difeso, è controversa perché – continua Laras – non seppe gridare forte il suo sdegno e la sua opposizione contro la Shoah e contro lo sterminio di persone colpevoli soltanto di essere ebrei».

Giuliana Ricci

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