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Cina, apre primo bar gay autorizzato dal governo

gaybarApre i battenti a Dali, nell’esotica provincia meridionale dello Yunnan, il primo bar per gay della Cina approvato dallo Stato. All’inaugurazione, di tre settimane, erano presenti una settantina di persone, in maggioranza gay, tra cui dieci volontari venuti da altre città della Cina, questo quanto riportato dall’agenzia Nuova Cina che ha dato la notizia.

Il loro arrivo – ha dichiarato il proprietario del bar, Zhang Jianbo – mi è stato grande aiuto. Zhang, che ha 36 anni, è anche il direttore del Dipartimento Dermatologico dell\’ Ospedale numero 2 di Dali e il fondatore della locale Associazione per la Prevenzione dell\’ Hiv/Aids. Secondo Nuova Cina un finanziamento di 120mila yuan (12 mila euro) concesso dal governo locale all\’ Ospedale numero 2 per le sue iniziative contro l\’ Aids era stato confuso dalla stampa con un investimento del governo nel bar per gay. Il locale rimane il primo in Cina ad essere aperto con l\’ esplicito consenso delle autorità di governo.
L\’ apertura, prevista inizialmente per il primo dicembre, è stata rinviata per proteggere la privacy dei volontari e dei clienti dopo la curiosità mostrata dai mezzi di comunicazione cinesi e stranieri per l\’ avvenimento, afferma l\’ agenzia. Zhang Jianbo ha precisato che il locale verrà usato tra l\’ altro per promuovere la conoscenza dell\’ Aids e che preservativi verranno distribuiti gratuitamente ai clienti.

Sulla scelta del Governo cinese di consentire l’apertura del locale diverse sono le opinioni degli osservatori esterni. Secondo alcuni, i più critici, il bar non è nient\’altro che uno specchietto per le allodole, per allontanare l\’attenzione dai veri problemi di AIDS della regione. Ricordiamo che lo Yunnan sarà pure una meta incantevole per il turismo, ma proprio a causa della sua posizione favorevole, incastrato tra Birmania, Laos e Vietnam, è la prima regione cinese lungo la via della droga che parte dal triangolo d\’oro per finire nei porti di Hong Kong, da dove poi viene diffusa nei quattro angoli del globo terrestre.
Per altri resta il dubbio che il bar non sia un punto a favore della diffusione della libertà contro la nota censura del governo cinese, quanto piuttosto un contentino per zittire ulteriori proteste alla repressione che da sempre, dal punto di vista culturale e associativo, vige in Cina.