Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Fini: “intransigenti nei confronti della criminalità”

Fini: “intransigenti nei confronti della criminalità”

fini_adn--400x300Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, da Campofranco (Cl), all’inaugurazione  dello stabilimento del Gruppo Moncada, il più grande impianto di produzione di pannelli fotovoltaici in Italia, ha lanciato un appello alle istituzioni invitandole a «bandire ogni ipotesi di contiguità e vicinanza» alla criminalità. «Un\’impresa riesce a competere – ha poi aggiunto l’ex leader di An – quando la delinquenza non riesce a influenzare lo sviluppo. Allora è un dovere per davvero essere intransigenti nei confronti della criminalità, non solo colpendola ma anche evitando che crei collusioni o contiguità con la classe politica».

E rivolgendosi alla platea degli intervenuti alla inaugurazione, Gianfranco Fini ha ribadito: «Aiutate voi la politica a migliorare non votando mai chi vi dice “dammi il voto e poi vedremo quello che posso fare” questo è un atteggiamento paramafioso»

Pura e semplice retorica. Soprattutto se pensiamo allo sforzo del governo nella lotta alla mafia e pensiamo all’emendamento introdotto al Senato nella finanziaria 2010 che prevede la vendita dei beni confiscati alla mafia che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi, (in barba alla legge 109/96) mandando così a farsi benedire il contributo di personaggi come Pio La Torre, che aveva pagato con la propria vita, l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Per non parlare del ddl intercettazioni e del mega-riciclaggio di stato introdotto con l’ennesimo scudo fiscale, prorogato al 2010 proprio in questi giorni.

Sulla lotta a Cosa Nostra interviene anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia durante la conferenza stampa che ha illustrato i particolari delle operazioni antimafia che hanno fatto finire in manette i vertici e affiliati delle famiglie mafiose di Resuttana e Tommaso Natale-San Lorenzo.«La mafia – ha spiegato il pm -nonostante i colpi subiti dagli arresti dei capi e dalle confische dei patrimoni, non è sconfitta e cerca di riorganizzarsi sostituendo i vertici finiti in carcere». «Cosa nostra non è un organismo moribondo che attende il colpo di grazia: la mafia cerca nelle seconde e terze linee i capi che sostituiscano i boss in galera – ha spiegato Ingroia – e la vitalità delle cosche è evidente ma anche dalla nuova recrudescenza del racket delle estorsioni che attanagliano tutta la città».

Daniele Vacca