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In Cina, il primo bar gay finanziato dallo Stato: un importante passo verso l’integrazione

Il primo bar per gay della Cina – interamente finanziato dallo Stato – è stato inaugurato, oggi, a Dali, una località turistica nella provincia dello Yunnan, che detiene un allarmante primato: è una delle dieci località della Repubblica con il più alto tasso di malati di Aids.

china gay kissAlla manifestazione erano presenti una settantina di persone, in maggioranza gay, tra cui dieci volontari venuti da altre città della Cina. Lo scopo – dichiara il proprietario Zhang Jianbo – è creare un centro che, oltre ad essere un polo di socializzazione, possa promuovere l’integrazione e fornire informazioni sanitarie per avviare una capillare campagna di prevenzione (per esempio mediante la distribuzione gratuita di preservativi).

Un importante passo avanti nella lotta alla discriminazione ed alla disinformazione: anche se non mancano, in Cina, locali destinati alla comunità gay è la prima volta, infatti, che un’amministrazione si fa carico di un’iniziativa del genere. Lo stanziamento è di 12 mila euro circa: una goccia nel mare dei 100 mila casi di Aids riconosciuti in Cina.

Per la comunità omosessuale cinese si tratta, comunque, di un progresso significativo. Una cosa è la cosmopolita Shanghai, dove in Giugno si è svolto il primo Gay Pride della Repubblica Popolare, organizzato però soprattutto da espatriati (quasi la metà dei partecipanti); ben altra è, invece, la situazione di una remota cittadina dello Yunnan, abitata da arcaiche comunità rurali ancora legate ad una morale “tradizionale”, spesso anacronistica.

Giuliana Ricci