Home Cultura Romy Schneider: la polizia segreta della DDR spiava “la principessa Sissi”

Romy Schneider: la polizia segreta della DDR spiava “la principessa Sissi”

BERLINO – Dolce ma anche un po\’ ribelle: è questo il ricordo che milioni di fan hanno serbato di Romy Schneider, l\’attrice austriaca approdata al successo grazie all\’interpretazione della tormentata e malinconica imperatrice Sissi. Ed è stato, probabilmente, proprio il suo carattere forte ed indipendente ad indurla a sostenere uno dei principali movimenti d\’opposizione della Germania dell\’Est, attirando, così, l\’attenzione dei servizi segreti: lo rivela un articolo apparso oggi sul quotidiano tedesco Bild.

RomyPer Rosemarie Magdalena Albach, in arte Romy Schneider, la popolarissima trilogia di Sissi era stata un colpo di fortuna, ma anche una sorta di condanna che rischiava di intrappolarla nel ruolo della ragazzina sognatrice. Le rivelazioni del giornale tedesco ci restituiscono, adesso, il ritratto di una donna autonoma, volitiva e coraggiosa, finalmente affrancata da quell\’immagine patinata ed un po\’ stereotipata cui siamo abituati ad associarla.

A causa della sue simpatie “sovversive” finisce, addirittura, nel mirino della Stasi -la polizia segreta della DDR – che, nel 1976, apre un fascicolo su di lei. Il documento viene prodotto nell\’ambito delle indagini relative alle presunte attività sospette del cantautore tedesco Wolf Biermann: nome in codice “Operazione Lyriker”.

A suscitare l\’interesse degli agenti sarebbe stato il sostegno ideologico ed economico dato da Romy al movimento d\’opposizione Schutzkomitee Freiheit und Sozialismus -un gruppo fondato, a Berlino Ovest, da alcuni intellettuali tedeschi ( fra gli altri, lo scrittore svizzero Friedrich Duerrenmatt) – che si batte per la scarcerazione dei prigionieri politici detenuti nelle carceri della DDR. La Schneider – si legge negli atti – oltre a finanziare il movimento si sarebbe, anche, occupata del reclutamento di nuovi membri, come per esempio Yves Montand e Simone Signoret. L\’attrice si era, infatti, da tempo trasferita in Francia, a Parigi dove aveva conosciuto molti attori e artisti che la pensavano come lei ed aveva, poi, durante il suo primo matrimonio, vissuto per qualche anno a Berlino. Il ponte Germania-Francia era diventato il tramite per diffondere le idee del Schutzkomitee Freiheit und Sozialismus.

Dagli atti si evince che ogni volta che la Schneider entrava nella DDR veniva spiata. Come si legge in una nota del 25 maggio 1981, l\’attrice aveva anche firmato una lettera aperta – scritta dallo scienziato e dissidente Robert Havemann – indirizzata al presidente dell\’Urss, Breznev. Il fascicolo è stato chiuso nel giugno del 1982, a pochi giorni dalla morte dell\’attrice.

Giuliana Ricci