Difesa Servizi Spa: forze armate verso la privatizzazione

Legge finanziaria 2010. Articolo 2, comma 23

è costituita la società per azioni denominata «Difesa Servizi Spa», con sede in Roma. Il capitale sociale della società di cui al presente comma è stabilito in 1 milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Ministro della difesa, che esercita i diritti dell’azionista. Le azioni della società sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi

Traducendo in Italiano, per uscire dal ‘politichese’ e dal ‘burocratese’ che contraddistingue il linguaggio legislativo, le forze armate diventeranno una Spa, una Società per Azioni, un’azienda privata le cui azioni saranno del Ministero della difesa.

Non è nè un golpe, nè uno scherzo, come si chiede Di Feo su L’espresso. Si sta procedendo alla privatizzazione completa di un ministero, che vedrà le sue spese diventare un’affare privato, dove il consiglio di amministrazione e i dirigenti saranno scelti dal ministro in carica senza il controllo del Parlamento, senza alcuna trasparenza. Così come non sarà possibile conoscere in modo trasparente le spese di quella Difesa Servizi Spa, la quale, attingerà comunque dalle tasche dei cittadini.

3871121248_fb47323158La società, che vedrà nel suo organico otto consiglieri d’amministrazione, potrà spendere tutti gli anni una cifra compresa tra i 3 e 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento. Il tutto avrà un regolamento dopo il decreto che regolerà la Spa. Decreto che dovrà promuovere lo stesso ministero della difesa in concerto con quello dell’economia.

La privatizzazione della difesa mette in luce quell’aspetto grottesco, ma attuale, del fatturato bellico. Una Spa punta al fatturato più alto possibile, un ministero no. E se punta al fatturato l’industria bellica, tutti quanti siamo in grado di capire su cosa e come investirà, presumibilmente facendolo nell’interesse dell’azienda e non dei cittadini.

Vista la militarizzazione delle future zone nucleari si presume che questa Difesa Servizi Spa arrivi prepotentemente all’interno delle caserme (private), costruendo dal nucleare ai termovalorizzatori. Visioni? Probabile, ma il comportamento del ministero della Difesa dice ben altro: negli ultimi tre anni il ministero della difesa, per fare cassa ha venduto 399 beni in tutta Italia, trasformando, di fatto quei beni pubblici in affari privati.

La finanziaria diverrà legge e la Difesa Servizi Spa entrerà in funzione. Ora staremo in attesa di vedere cosa ci riserverà il decreto di regolamento del ministro La Russa, soprattutto per capire quali oggetti appartengono a quella voce ‘forniture ed armamenti’, dato che fin’ora sappiamo che tutte le forniture saranno gestite da Difesa Servizi, mentre gli armamenti dagli Stati Maggiori. Il confine è vago e chiarirlo sarà vitale per osservare come il nostro paese leggittimerà l’industria bellica a fini di puro lucro.

Di pari passo va la protezione civile guidata oggi dal commissario straordinario Guido Bertolaso. Lo scorso 17 dicembre, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato la realizzazione di una società di servizi che possa alleggerire il carico di lavoro della Protezione Civile, il tutto rigorosamente privato (Spa), sotto il controllo della Presidenza del Consiglio. Protezione Civile Spa gestirà appalti ed emergenze controllata dalla Presidenza del Consiglio. Il Presidente del Consiglio di turno, che sia Berlusconi o qualcun altro potrà in questo modo gestire i servizi nell’ambito di competenza della Protezione Civile senza obbligo di consultazione.

Altro che libera concorrenza, qui si cerca la strada più corta per fare favori agli amici degli amici. Il tutto rigorosamente sotto il controllo dei governi ed il tutto rigorosamente sul groppone dei cittadini.

Luca Rinaldi