Dromeusauri. Strordinaria scoperta in Cina: i dinosauri/uccello erano velenosi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:16

ROMA – I Dromeosauri, dinosauri/uccello del Cretaceo, erano velenosi. La scoperta – che aggiunge un altro tassello ai recenti sviluppi nella conoscenza di questi animali – è apparsa oggi sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas.

L’ ipotesi è stata elaborata da un gruppo di paleontologi americani (Kansas University) e cinesi (Northeastern University di Liaoning ) dopo il ritrovamento, in Cina, dello scheletro di un Sinotosauro:  la struttura del cranio e la particolare denatura, entrambe molto simili a quelle di alcune lucertole velenose sembrano, infatti, suggerire che questi dinosauri si servissero del veleno per immobilizzare le prede.

DromaeosauroidesLunghi in media 2-3 metri (anche se si conoscono esemplari ben più grandi), questi antenati degli uccelli -resi celebri dai terribili Velociraptor di “Jurassik Park” – rappresentano bene il concetto di piccolo dinosauro carnivoro agile e pericoloso. Dotati di collo corto, di un cranio robusto con denti aguzzi, avevano un corpo breve e muscoloso ed una lunga coda irrigidita da tendini ossificati. Le zampe posteriori, robuste ed elastiche, erano armate di un grande rostro a forma di falce sul secondo dito del piede, quelle anteriori erano piuttosto lunghe e munite di formidabili artigli.

Nel corso di altri scavi – effettuati sempre in Cina, non molto tempo fa – i fossili rinvenuti avevano rivelato delle piccole cavità, simili a quelle presenti sulle ossa degli odierni volatili nei punti di innesto delle penne: i Dromeosauri, inclusi i Velociraptor e i Deinonychus, avevano il corpo completamente ricoperto di piume che diventavano più robuste e sviluppate sugli arti anteriori, le cui dita -collegate, probabilmente, da una mebrana- formavano una sorta di ali. Gli studiosi hanno ipotizzato che alcuni di essi – come, per esempio, il Microraptor – avessero addirittura sviluppato un sistema di volo primitivo.

Le creste piumate e i ciuffi variopinti -degni del più adorabile uccellino tropicale – non rendono, però, i Dromeosauri meno minacciosi: erano senz’altro dei predatori temibili ed efficaci. La scoperta di oggi ci svelerebbe la loro tecnica di caccia.”Queste caratteristiche – osservano gli studiosi – sono del tutto analoghe a quelle della morfologia delle lucertole velenose. Il Sirnornitosauro e i suoi simili probabilmente si nutrivano dei numerosi uccelli che vivevano nella foresta di Jehol nel primo Cretaceo”. L’analogia con le lucertole e con i serpenti velenosi che hanno una dentatura simile lascia supporre che il veleno dei Sinornitosauri non fosse letale: si limitava a provocare nella vittima uno shock immediato facilitandone la cattura. La forma dei denti, lunga e affusolata, insieme alla presenza di cavità -che, molto probabilmente dovevano racchiudere le ghiandole velenose – e canali interni suggeriscono che la loro funzione fosse quella di penetrare nel corpo delle prede per inoculare il liquido paralizzante.

Giuliana Ricci


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