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Napolitano: Macchè pessimismo. Sulle riforme, speranza. Ma il debito pubblico è un obiettivo lontano

napolitano poltronaE’ già polemica prenatalizia sul discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri ha parlato di clima poco propizio. Pessimista, il capo dello Stato? Allarmista, oscurantista? Semplicemente realista e poco propenso all’ipocrisia del “tranquillizzamento” di rito?

Si sono subito, come era prevedeibile, rese necessarie le classiche spiegazioni di quanto detto. “Nè ottimista, nè pessimista”, chiarisce Napolitano. “Sulle riforme sono ragionevolmente fiducioso“. Fiducioso con i piedi di piombo, insomma, in questo clima tutto in trasformazione, e non sempre ricco di cambiamenti sereni e pacifici.

“Quando ho detto che non c’èclima propizio mi riferivo a scelte per ridurre debito pubblico e riqualificare spesa. Sul fare riforme sono più fiducioso. Per ridurre il debito pubblico serve condivisione e continuità in un arco di tempo superiore a una legislatura“.

Occorrerebbe continuità di misure intraprese, insomma, per ridurre il debito pubblico, ed in generale per operare quei miglioramenti di lungo termine che pure sono necessari, ma che non si rendono possibili quando ogni singola legislatura non ha legami di coerenza con la precedente, che, anzi, si vorrebbe denigrare per dar bella mostra di rifare tutto da capo.

Quando lo scopo da perseguire in politica è solo quello dei singoli, di esser rieletti, in nome di qualunque cosa di votabile cui ci si possa appellare, diviene sempre più lontano il miraggio di soluzioni decenti e sensate, in onore delle quali sacrificare, peraltro, le risorse del singolo cittadino. Quando non è ben chiaro a nessuno su quale altare sacrificarle, le proprie risorse, risulta difficile parlare di spirito civico, di cooperazione, di sviluppo consapevole, e perfino di civiltà di comportamento.

Sandra Korshenrich