Overdose da Facebook? “Disintossicarsi” è possibile

822“Come tutte le dipendenze, è difficile liberarsene”. Attenzione, non stiamo parlando di alcool, fumo o gioco d’azzardo; ma di Facebook, il social network diventato sempre più un fenomeno di massa e di costume, specialmente tra le fasce d’età più giovani. E come per ogni fenomeno che si rispetti, il rischio dell’abuso è dietro l’angolo.

Secondo gli ultimi rilevamenti, circa 350 milioni di persone si collegano ogni giorno a Facebook, trascorrendovi un totale di 10 miliardi di minuti. Limitatamente agli Stati Uniti, il social network è utilizzato dal 54% dei teenager, molti dei quali trascorrono sul sito anche del tempo che andrebbe dedicato a ben altre attività, di studio come di potenziale svago. Alcuni di essi hanno però preso consapevolezza del problema, ammettendo di avere esagerato, di essere divenuti preda di una autentica dipendenza.

Un gruppo di adolescenti di San Francisco ha istituito un vero e proprio gruppo di sostegno, con l’obiettivo comune di ridurre sempre più il proprio accesso a Facebook e recuperare così il proprio tempo e le proprie energie. Lo scopo finale sarà la completa disintossicazione, con conseguente cancellazione dei rispettivi account.

Kimberly Young, direttrice di un centro per la cura della dipendenza da internet, ha ascoltato decine di giovanissimi americani prigionieri di questa ossessione ed afferma: “Come per qualsiasi droga, è difficile ammetterne l’esistenza e liberarsene”. La via tentata da questi adolescenti californiani può indicare la giusta strada verso una soluzione positiva del problema: “E’ come un disordine alimentare – prosegue la psicologa – Non si può eliminare il cibo, ma fare scelte più accurate su ciò che si mangia. E lo stesso vale per ciò che si fa in rete”.

Daniele Ciprari