Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Fiat conferma: Termini Imerese non produrrà più auto

Fiat conferma: Termini Imerese non produrrà più auto

EBCAXUJE2WCA8FZAB3CAQPUZ2GCAYMQ598CA8P03ESCA6L5GOZCAAEI0N9CAZYPA2DCA241NVGCA2UQ1LBCAHM4DUZCAL3ASDCCA51IWITCAAJR3O3CA4VU6UDCA76SO5RCAMOFPEICAWMBN3SCAJCBLYTNon c’è niente da fare. Nessuna inaspettata marcia indietro da parte dell’ad di Fiat, Sergio Marchionne sulla questione Termini Imerese, lo stabilimento siciliano del Lingotto torinese, il cui destino è sembrato segnato fin dall’inizio.

A nulla sono valsi quindi i blocchi stradali, le mobilitazioni, gli scioperi, le trattative tra governo-sindacati e azienda: Termini Imerese entro la fine del 2011 cesserà di produrre automobili. Non si torna indietro. Ieri l’ultimo tentativo disperato da parte di 300 operai siciliani che avevao dato vita a sit in nei pressi Palazzo Chigi, ma mano che si era diffusa la notizia del de profundis per Termini Imerese.
E dopo il danno arriva anche la beffa, perchè Sergio Marchionne (il manager informale che ha abolito la cravatta nei rapporti comunicativi) avrebbe dichiarato che su Termini Imerese Fiat non può fare marcia indietro per un problema strutturale ” a meno che non si sposti la Sicilia nel Nord Italia”. Immediata la replica della CGIL secondo al quale le paroledi Marchionne sarebbero “molto gravi”.

Ma al di là di questi giudizi e di questo politicamente corretto che traspare dall’espressione “parole gravi” sistematicamente ripetuta da sindacati e politici decine di volte ogni giorno, non sarebbe meglio parlare di “situazione grave”, che richiede un approccio di emergenza?

I dati certi sono pochi:
1) Pensare, come si è fatto fino a pochi mesi fa, che ogni persona avrebbe cambiato la macchina ogni 2 anni è pura utopia che deriva dell’integralismo economico di certe cattedre universitarie, troppo sganciate dalla realtà e prese da conti matematici.
2) A Fiat il sud Italia è andato bene fino a quando era quasi lo Stato a pagare gli impianti, ora non conviene più perchè (e si arriva al punto tre)
3) Le dinamiche della globalizzazione, spostano le aziende dove il lavoro costa meno. Nel caso di Fiat nell’est europeo

Che si potrebbe fare quindi? La radice principale del problema è rappresentata proprio dal processo di delocalizzazione. Basterebbe quindi che a Fiat, o alle aziende che si comportano allo stesso modo, fosse impedito di essere presenti sul mercato italiano. Problema di emergenza richiede una soluzione di emergenza: produci nell’est? E allora vendi nell’est. A quel punto si vedrà, considerati gli stipendi di quellle zone, quanta merce prodotta si sarà capaci di vendere. Considerato anche il fatto che Fiat (sempre schierata con chi governa) ha sempre fatto propria la regola “utili per pochi”, perdite allo stato. Putroppo questo provvedimento di emergenza e buon senso (sostenuto da anni da alcuni controeconomisti come Eugenio Benettazzo) farebbe male alle solite persone.

Enzo Lecci