Maroni: per il web “autoregolamentazione”. Oggi sit-in dei blogger

Ieri sera il ministro degli Interni Roberto Maroni ha spiegato ai cronisti di aver abbandonato, almeno per il momento, l’idea di adottare una legislazione speciale per moderare i contenuti del web, optando, al contrario, per un codice di autoregolamentazione concordato con i soggetti fornitori di connessioni e di servizi web, presenti ad un incontro tenutosi al Viminale.

“Un’analisi preventiva precisa – ha spiegato Maroni – è impossibile. Ora si tratta di definire anzitutto le procedure, affinché ogni volta che venga segnalato un contenuto sul web da rimuovere questo possa farsi rapidamente. […] Se i fornitori di servizi e di contenuti web sono società italiane oppure società internazionali importanti come Facebook e Google, il problema sarà già risolto. Ma ci sono fornitori di servizi sparsi per il mondo e ciò richiederà la necessità di formulare accordi internazionali, sia bilaterali che multilaterali. […] Stiamo lavorando per capire come poter garantire la nostra capacità di intervento, ovunque il fornitore di servizi abbia sede nel mondo“.

Intanto oggi a Roma, a Piazza del Popolo, si terrà un sit-in pacifico, lanciato da una rete di blogger direttamente sul web, intitolato alla “libera rete in libero Stato“.

“Internet è una piazza libera. – si legge dell’appello alla mobilitazione – Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono. Internet è la libertà: luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica.Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati. Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti. Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte. Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano”.

Su Facebook esiste anche un gruppo che promuove l’iniziativa, e che conta circa 11mila iscritti. Intanto, sempre sul popolare social network, circolano numerosi articoli che si rivolgono direttamente al ministro Maroni, chiedendogli di  indignarsi, dopo il polverone sollevato intorno a Massimo Tartaglia, per i tanti, per i gruppi che incitano al nazismo o al fascismo.
Su questi gruppi, come riportato da News Illecito, si leggono frasi come “olocausto romeno….ke dio ce lo permetta…” o “concordo con il camerata: non se ne può più… italia agli italiani….a noi!” e ancora “maledico gli italiani ke si permettono ancora di dire “povera gente anke loro hanno diritto di vivere……” non so se mi capite!”.

Mattia Nesti