Home Cultura Pio XII non sarà beato con Wojtyla: un opportuno atto di distensione

Pio XII non sarà beato con Wojtyla: un opportuno atto di distensione

San Pietro
San Pietro

ROMA, 23 Dic – La beatificazione di Pio XII non avverrà in contemporanea con quella di Wojtyla e, in ogni caso, attiene alle sue virtù cristiane e non implica “la valutazione della portata storica di tutte le sue scelte operative”. Con una lunga nota (firmata dal direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi) la Santa Sede rassicura il mondo ebraico e, in particolare, la comunità romana che avevano chiesto chiarimenti sul significato del decreto, emanato lo scorso 19 dicembre da Benedetto XVI . In esso si proclamavano, com’è noto, le virtù eroiche di Pacelli, un papa accusato – come ribadisce una targa del Museo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme – di non aver fatto abbastanza di fronte alla Shoah.

Il comunicato vaticano costituisce un gesto importante di distensione, richiesto peraltro dagli stessi ebrei romani, per fugare ogni inquietudine e polemica sulla programmata visita di papa Ratzinger alla Sinagoga di Roma, il prossimo 17 gennaio. La “firma del decreto non va in alcun modo letta come un atto ostile al popolo ebraico e ci si augura che non sia considerata un ostacolo sul cammino del dialogo tra l’ebraisimo e la Chiesa cattolica”, afferma padre Lombardi. Anzi, “ci si augura che la prossima visita del Papa alla Sinagoga di Roma sia occasione per riaffermare e rinsaldare con grande cordialità questi vincoli di amicizia e di stima”. Il paragrafo chiave della lunga dichiarazione del portavoce vaticano riguarda il significato per la Chiesa cattolica di una beatificazione. “Quando il Papa firma un Decreto ‘sulle virtù eroiche di un Servo di Dio, cioè di una persona di cui è stata introdotta la Causa di beatificazione, conferma la valutazione positiva che la Congregazione delle Cause dei Santi ha già votato – dopo attento esame degli scritti e delle testimonianze – sul fatto che il candidato ha vissuto in modo eminente le virtù cristiane e ha manifestato la sua fede, la sua speranza, la sua carità, in grado superiore a ciò che si attende normalmente dai fedeli. Perciò può essere proposto come modello di vita cristiana al popolo di Dio.”

Naturalmente “rimane aperta anche nel futuro la ricerca e la valutazione degli storici nel loro campo specifico”, promette padre Lombardi, ribadendo che gli archivi vaticani potranno aprirsi solo tra alcuni anni. Non si intende, in ogni caso, “minimamente limitare la discussione circa le scelte concrete compiute da Pio XII nella situazione in cui si trovava”. Detto ciò, la Chiesa ha però una sua posizione chiara e inequivocabile: “l’attenzione e la preoccupazione di Pio XII per la sorte degli ebrei, cosa che certamente è rilevante per la valutazione delle sue virtù, sono largamente testimoniate e riconosciute da molti ebrei”. Le scelte concrete di Pio XII “sono stata compiute con la pura intenzione di svolgere al meglio il servizio di altissima e drammatica responsabilità di pontefice”.

Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, definisce la nota di oggi del Vaticano su Pio XII “Un opportuno segnale distensivo. Apprezzo la tempestività e l’attenzione del Vaticano” nel rispondere ad “alcune domande essenziali di parte ebraica”.

Giuliana Ricci