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Ponte sullo Stretto: via ai lavori il giorno del funerale di Nisticò

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ponte-sullo-stretto1E’ arrivato nella tarda serata di ieri l’annuncio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli che spiega come i “lavori propedeutici” alla costruzione del Ponte sullo Stretto partiranno oggi, nella frazione di Cannitello.

“Si tratta di un primo step – ha detto il ministro – che consiste nello spostamento di una linea ferroviaria e di una stazione nell’area Calabra in cui sorgerà il pilone del Ponte. Poi, con l’anno nuovo, partiranno anche i i lavori propedeutici nel Messinese”.
Ieri pomeriggio, inoltre, l’assemblea degli azionisti della società Stretto di Messina ha approvato un aumento di capitale pari a 900 milioni di euro. I nuovi fondi si devono all’intervento economico dell’Anas (rete nazionale autostradale), della Rete Ferroviaria Italiana e della Regione Sicilia, che si è detta disponibile a contribuire fino ad un importo massimo di 100 milioni di euro.
Nel 2007 la società Stretto di Messina doveva essere sciolta per volere del Governo, contrario alla realizzazione del Ponte, tuttavia il voto contrario dell’Idv di Di Pietro alla proposta della maggioranza in Senato permise alla società di continuare a vivere.

La Regione Calabria guidata da Agazio Loiero, sostenuto da Partito Democratico, Udeur e Rifondazione Comunista, aveva invece annunciato venerdì scorso, a poche ore dalla manifestazione della Rete No Ponte, che non avrebbe versato nemmeno un euro per la realizzazione del Ponte, coerentemente con la propria contrarietà al progetto.

“L’approvazione dell’aumento del capitale – ha aggiunto Matteoli – è un grande risultato raggiunto grazie alla determinazione politica del governo a dimostrazione che il Ponte è un’opera prioritaria da realizzare. E’ un’opera che rilancerà lo sviluppo del Mezzogiorno e che genererà a catena una serie di interventi infrastrutturali per migliorare la rete ferroviaria e stradale calabrese e siciliana”.
Matteoli ha anche spiegato che “se il Ponte fosse già in piedi, probabilmente non saremmo stati costretti a piangere i morti di Giampilieri e Scaletta Zanclea (uccisi dalle frane dell’ottobre scorso, ndr)”. Il ministro ha giustificato tale affermazione spiegando che i “lavori propedeutici” contribuiscono alla messa in sicurezza delle zone circostanti.

Come se, improvvisamente, la realizzazione del Ponte facesse materializzare quei miliardi che non sono mai stati investiti negli ultimi decenni per le infrastrutture del meridione. E’ risaputo che non è così, e infatti Matteoli si è subito contraddetto, aggiungendo che “il Ponte non si fa coi soldi dello Stato ma col mercato. Non si possono prendere questi soldi e fare altre cose”.

Intanto la Rete No Ponte, dopo il corteo di sabato che ha visto scendere in piazza oltre 20mila cittadini, si prepara a stringersi intorno alla famiglia di Franco Nisticò, l’attivista morto per un attacco cardiaco appena concluso l’intervento dal palco della manifestazione; i funerali, infatti, si terranno oggi pomeriggio alle 16, a Badolato.

“Sono anni – si legge in un comunicato – che il movimento No Ponte dimostra la natura pacifica quanto determinata del movimento e, soprattutto, il suo grande senso di responsabilità […] quello che è successo il 19 dicembre è di una pericolosità inaudita! Un corteo pacifico, colorato, festoso come è sempre stato e come si sapeva bene sarebbe stato, costretto però a sfilare in una città militarizzata, con mimetiche di ogni tipo, blindati, motovedette, elicotteri, magari anche qualche sottomarino nascosto: si temevano scontri e devastazioni! […] Franco si accascia colpito da un malore […] si inizia il massaggio cardiaco, si pratica la respirazione bocca a bocca, ma non c’è l’ambulanza invocata da tutti, né gli strumenti per supportare lo sforzo dei medici! Ci sono manganelli, scudi, blindati, motovedette, elicotteri, tutte le divise, ma non c’è un’ambulanza… […] vedendo l’inadeguatezza di chi doveva garantire “l’ordine e la sicurezza”.

Questo il video dell’ultimo appello, lanciato dal palco da Franco Nisticò: clicca qui

Mattia Nesti