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Fiat Termini Imerese: fino al 2008 Marchionne parlava addirittura “di un incremento di 2000 posti dell’organico aziendale”

imagesMentre continua la tenace protesta degli operai di Termini Imerese preoccupati dalla decisione di Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, di confermare lo stop alla produzione di auto nello stabilimento siciliano entro il 2011, sono di oggi, interessanti dichiarazioni del senatore Giusepppe Lumia.

Il parlamentare del partito democratico, proprio in relazione alla decisione del Lingotto di cessare la produzione di auto a Termini Imerese, a meno che “la Sicilia non sia spostata al nord”, come dichiarato solo ieri Marchionne, ha sollevato una domanda destinata sicuramente ad animare ancora di più l’arroventato clima di questi giorni.

Lumia ha pubblicamente chiesto a Marchionne di chiarire perchè nel 2008 fosse “sostenitore di un piano che prevedeva la costruzione di nuovi modelli e un incremento dei livelli occupazionali di 2000 unità”, per poi invece cambiare completamente idea. Non usa mezze parole il senatore del partito democratico che chiede di conoscere le “ragioni che hanno fatto cambiare idea” a Marchionne.

Lumia conclude il suo intervento ponendo l’accento su una circostanza di cui ci sarebbe veramente poco da andar fieri: “Fiat è l’unica casa automobilistica che ha deciso di chiudere uno stabilimento nel suo Paese”, per rilanciare la tanto osannata competitività, sull’altare della quale scorre, sempre più spesso, il malessere di tanta gente.

Alla luce delle dichiarazioni di Lumia due sono gli interrogativi che si aprono: o le grandi aziende hanno a lungo straparlato sui propri progetti (anche per far salire, nel breve periodo, il valore delle loro azioni), oppure la stessa Fiat non aveva previsto l’arrivo della crisi nel settore automobilistico.
Francamente non si sa, se fa più paura la prima eventualità o la seconda.

Enzo Lecci

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