Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Terrorismo di Al Qaeda a Detroit. E la guerra in Afghanistan?

Terrorismo di Al Qaeda a Detroit. E la guerra in Afghanistan?

guerraIl primo dicembre scorso il Nobel per la Pace Barack Obama ha annunciato l’invio di 30mila nuovi soldati americani in Afghanistan, rinforzando così il contingente che, parole del Presidente, dovrà scongiurare un “nuovo 11 settembre“, garantendo così la sicurezza degli Stati Uniti e del mondo.

Ieri sera uno studente nigeriano di 23 anni, allievo di ingegneria allo University Collage di Londra, ha fatto esplodere una carica esplosiva, fortunatamente non particolarmente rilevante, sull’airbus A330 diretto a Ann Arbor, vicino Detroit, ferendo due persone e rivendicando di agire in nome di Al Qaeda.
Nonostante il lodevole atteggiamento di Obama, che, a differenza del suo predecessore, non ha voluto cavalcare la paura per attuare le restrizioni contro il terrorismo, in America è così tornata la paura della “guerra santa”.

Ecco i primi dati trapelati, e riportati da Repubblica, a proposito delle indagini immediatamente avviate dall’Fbi: sono state effettuate diverse perquisizioni a Londra, dove risiede l’attentatore, mentre sembra che l’esplosivo provenga dallo Yemen, dove è nota la presenza di diversi campi di addestramento di Al Qaeda.

In tutto questo l’Afghanistan, l’avamposto della guerra al terrore, nonché la terza riserva mondiale di petrolio, non c’entra assolutamente nulla, come dimostra il fatto che il terrorismo internazionale si è dislocato in altre zone, lasciando un Paese in cui il terrorismo è sempre più legato al nazionalismo piuttosto che alla guerra santa di Bin Laden.

“C’è chi – disse a Luglio, in un’intervista all’Unità, Fabio Mini, già Capo di Stato maggiore del Comando Nato delle forze alleate Sud Europa e al vertice della Kfor in Kosovo vuol continuare a far credere che in Afghanistan si sta difendendo il nostro sistema di civiltà e sicurezza. Non è vero. […] La missione è confusa perché è delicata, e perché in questo momento, dopo circa 6 anni di guerra, i nodi che vengono al pettine sono troppi. Mentre sul piano operativo si stanno facendo dei salti mortali per individuare la strategia più opportuna, dal punto di vista politico si è rimasti ancorati a una visione dell’Afghanistan e dei suoi problemi, che è rimasta a sette anni fa.
Un esempio è di continuare a chiamare la guerra in Afghanistan come “guerra al terrorismo internazionale” e, continuare a credere, o a far credere, che in Afghanistan si sta difendendo il nostro sistema di civiltà e sicurezza. Questo approccio è ormai superato. Il terrorismo che si combatte in Afghanistan non è più quello né di Al Qaeda né della Jihad islamica. Le forze contrapposte in Afghanistan non sono in grado di portare alcuna minaccia al nostro sistema”.

Imperialismo: tendenza di uno stato a estendere il proprio dominio su territori che originariamente non gli appartengono o ad acquistare egemonia sui popoli che li abitano; (econ.) fase del capitalismo caratterizzata dal prevalere del capitale finanziario e dagli investimenti all’estero”. Dizionario Italiano Garzanti.

Mattia Nesti