Home Cultura Quel libro di De Luca che tanto somiglia ad un’altra storia

Quel libro di De Luca che tanto somiglia ad un’altra storia

E’ curioso come le cose, spesso involontariamente, si somiglino. Prendiamo due romanzi per esempio: il primo è “Il peso della Farfalla” di Erri De Luca, strenna natalizia di quest’anno edita da Feltrinelli. L’altro è “La Forza della Natura” di Luisa Mandrino, 222 pagine, pubblicato da Cda & Vivalda Editori nel 2002.

Il libro della Mandrino è il romanzo sulla vita di Franco Miotto, cacciatore, poi divenuto alpinista, tra le montagne bellunesi, dopo aver ucciso, nel corso di una battuta di caccia, portata avanti SOLO per sfamare i propri cari, il più bel camoscio che avesse mai visto. Luisa Mandrino scrive quel libro dopo mesi di conversazione e confidenze con il protagonista, che tra l’altro troveranno posto anche all’interno di un documentario Geo&Geo trasmesso più volte dalla RAI. Erri De Luca parte da quell’episodio, definendo quel ‘più bel camoscio’, il ‘re dei camosci’ e ci costruisce la strenna per Feltrinelli. In vero fu re anche per la Mandrino che scrive: “è un maschio di dieci anni ed è evidentemente il più forte, il più vecchio, il re della zona e ti chiedi, col cuore in gola, se ne hai mai visto uno più bello”. Ispirazione senza menzione, per De Luca? Forse e nemmeno senza ringraziamento per chi, prima di lui, consegna nelle mani della gente ed imprime su carta lo stesso fulcro della storia, la stessa emozione.

L’EPISODIO – La Mandrino utilizza l’episodio, realmente accaduto, che si rivelerà quello di maggiore impatto emotivo, come prologo alle imprese alpinistiche di Franco Miotto. Erri De Luca ci costruisce le sue venti cartelle di Natale. Non rende conto a quell’autrice ‘minore’ e alla storia di Miotto, molto simile all’uomo senza nome di De Luca ma in una nuova veste. Filibustiere di montagna, alpinista che scala senza protezioni, che abbatte camosci per vendere pelle ai conciatori, carne ai ristoranti che l’acquistavano sotto banco per sfamare gli sciatori della zona. Nel libro di De Luca sembra apparire anche la stessa Mandrino (forse disegnata con un punta di invidia, per aver raccolto una storia che avrebbe voluto raccontare lui): “l’uomo racconta poco. Questo spinge gli altri a completare, ingrandendo i dettagli. Una giornalista si era incaponita nell’idea di seguirlo, di spiarlo […]. Allora la giornalista gli si era dichiarata avvicinandolo al villaggio dove si rifornivano. Gli aveva offerto un compenso. Erano i mesi estivi. L’uomo era stato a sentirla, poi le aveva risposto: “Ci penserò”.libro deluca Quel libro di De Luca che tanto somiglia ad unaltra storia

LE SOMIGLIANZE – Questi sono parallelismi dettati dalle letture fatte, semplici collegamenti, niente di definitivo. Ma il nocciolo arriva qualche pagina più avanti, ovvero il momento della morte del ‘re dei camosci’. Pagina 170 di “La forza della Natura” della Mandrino.”: “Si fermò e guardò col binocolo. Ed era una cosa che non gli era mai capitata di vedere. Mezzo incredulo, un po’ scocciato, eppure affascinato, vide che sbucando dai rami di larice, senza correre, appena scosse da un tremito, le femmine coi loro piccoli tornavano indietro con gli occhi sbarrati, si fermavano un momento accanto al corpo del grosso camoscio e lo guardavano…Tornarono anche i maschi più giovani, quelli che lui aveva cacciato via a cornate nel sedere e senza curarsi dei rumori circostanti si avvicinavano, uno per uno, come per rendergli omaggio e anche un vigoroso giovane che aveva resistito alla carica, l’ultimo che aveva buttato fuori, si fermò e lo guardò, abbassando il bel muso, fin quasi a sfiorargli il trofeo”. Da “Il peso della farfalla” di De Luca, pagina 57: “Qui l’uomo vide una cosa che mai era stata vista. Il branco non si disperse in fuga, lentamente fece la mossa opposta. Le femmine prima, poi i maschi, poi i nati in primavera salirono verso di lui, incontro al re abbattuto. Uno per uno chinarono il muso su di lui, senza un pensiero per l’uomo in agguato… Niente era più importante per loro di quel saluto, l’onore al più magnifico camoscio mai esistito”.

DIRITTO D’AUTORE? – Siamo nell’epoca comatosa del diritto d’autore. I supporti digitali e internet hanno permesso l’acquisto illegale, tramite download, dei prodotti culturali, da quelli musicali a quelli della letteratura classica. In questo modo il diritto d’autore assume varie sfumature a cui le normative non si sono ancora adeguate. Il libro però resta il prodotto che più di altri presenta ancora parecchie garanzie da questo punto di vista. Sempre lì, tangibile e leggibile sugli scaffali delle librerie e dalle case degli acquirenti. Qui il rischio di vedersi riconosciuti i ricavi dai diritti è praticamente inesistente, mentre è sempre dietro l’angolo il rischio che un autore di fama si ‘ispiri’ a mani basse ad una storia già narrata da autori ‘minori’, edita da case editrici minori, nella speranza che nessuno si accorga della situazione. Insomma, tra autori, ne è un esempio lampante Internet, è buona norma citare le fonti e le ispirazioni, non occorre uno scambio economico, ma una semplice citazione, che De Luca sembrerebbe guardarsi bene dal fare, anche in televisione a ‘Che tempo che fa’. Sorge un interrogativo: De Luca, per una questione esclusivamente etica, avrebbe fatto lo stesso prendendo l’episodio più emozionante di un libro di Umberto Eco ‘riciclandolo’ allo stesso modo, senza citare il nome del famoso scrittore?

Luca Rinaldi