Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Vendola o Emiliano? Il dilemma del Partito Democratico

Vendola o Emiliano? Il dilemma del Partito Democratico

vendolaemilianoSe il Popolo delle Libertà, con la riunione della scorsa settimana a Palazzo Grazioli, sembra aver risolto il nodo più spinoso delle prossime regionali, il rapporto con la Lega al nord, il Partito Democratico è ancora alle prese con il “caso Puglia”, dove sembra sempre più difficile riuscire a ricomporre lo schieramento di centrosinistra per tentare una già difficile rimonta.

Dopo una prima apertura all’autocandidatura lanciata da Vendola, sembra, infatti, che alla fine stia prevalendo la linea dettata da Roma da D’Alema, che vuole ad ogni costo chiudere l’accordo con l’Udc e la fascista Poli Bortone, candidando un esponente del Pd locale. Martedì scorso il segretario regionale del partito, Sergio Blasi, aveva chiesto pubblicamente al sindaco di Bari Michele Emiliano, uomo di fiducia di D’Alema, di candidarsi per le primarie contro Vendola, salvo poi dover fare un passo indietro, a fronte delle resistenza interne al Pd, chiarendo che solo l’assemblea che si terrà il prossimo 28 dicembre potrà definire la posizione del partito.

Emiliano si era limitato a dichiarare, al Corriere della Sera, che “questo è il momento della riflessione più che quello delle dichiarazioni pubbliche”, mentre Vendola aveva ribadito che “l’alternativa a me può esserci, a condizione che sia un processo democratico a deciderlo, ovvero le primarie“.
Il Presidente della regione, infatti, è consapevole del consenso conquistato in questi anni all’interno degli elettori del Partito Democratico.

Più netta, invece, la posizione di Vendola sull’ipotesi di approvare una legge per permettere al sindaco democratico di candidarsi senza doversi dimettere dall’incarico attuale qualora non fosse eletto. “La legge ad personam di Michele – ha detto a Repubblica – è una porcata“.
Parole che non hanno certo fatto piacere al sindaco di Bari che ha rilasciato un’intervista natalizia in cui ha sparato a zero contro Vendola: “Se l’Udc sta con noi, – ha spiegato – trionfiamo. Diversamente, ci ammazzeremo tutti. Quanto a Vendola, è un traditore. Al congresso del Pd avrebbe dovuto lavorare per sostenermi e farmi avere la meglio quando celebrammo le primarie […] Credo che (Vendola, ndr) riuscirà a sopravvivere politicamente solo se entrerà nel Pd”.

Secondo gli ultimi sondaggi il centrosinistra vincerebbe se mettesse in campo uno schieramento compatto, dall’Udc fino alla Federazione della Sinistra. Possibilità che, però, sembra destinata a naufragare. Sicuramente la Federazione della Sinistra non accetterebbe la presenza dell’Udc e della Poli Bortone, come anche, si spera, l’Italia dei Valori che sembra aver rimosso la pregiudiziale contro Vendola, nata in seguito allo scandalo sanità.
Decisiva, quindi, l’assemblea di lunedì del Partito Democratico.

Vendola, a prescindere dalle decisioni del Pd, correrà comunque per la presidenza della regione, con il sostegno di Sinistra Libertà Ecologia, dei Verdi, e dei Socialisti.
“in Puglia appoggeremo la candidatura di Nichi Vendola – ha inoltre detto Ferrero, come portavoce della Federazione della Sinistra – e respingiamo le discriminazioni chieste dai centristi. Ci aspettiamo, ovviamente, che Sinistra e Liberta’ non accetti la discriminante anti comunista che Penati pone in Lombardia”.

Mattia Nesti