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Beppe Grillo contro Schifani: non discutendo la legge sul Parlamento Pulito “ha mandato a fanculo i 350000 firmatari”

86CAD6QTE2CAFRDSAFCAON66UICAF9GGRICA0ZBAGYCAKHPATPCATI2QCUCAVKYAA7CASBMT1OCAD6Y8HUCAY3X3U3CAT85FBWCA1N1LN1CAMQ1WB4CAMUS860CAVT35LDCAGNAV3QCAX2K2DTCA4IKJCFMolti ricordano l’iniziativa popolare patrocinata e guidata da Beppe Grillo, affinchè venisse approvata una legge sul cosiddetto Parlamento Pulito.

Tramite il blog di Beppe Grillo e il suo meet up, “Parlamento Pulito” divenne espressione di una battaglia che solo perchè siamo in Italia viene definita rivoluzionaria, mentre negli altri paesi sarebbe solo un segno di normalità e di serietà politica. I pilastri di questa proposta di iniziativa popolare sottoscritta da 350000 italiani si sintetizzano nella non elegibilità dei condannati e nel limite a due mandati in Parlamento. Attualmente questa legge di iniziativa popolare giace (quasi morta) nei polverosi cassetti del Senato. Nel suo blog, Beppe Grillo sottolinea che con questo suo comportemento il Senato ha “mandato a fanculo i 350000 firmatari“.

Come di consueto il comico genovese dimostra di non avere peli sulla lingua e individua nel presidente del Senato Renato Schifani colui il quale potrebbe sblocare la situazione ma resta con le mani in mano. Le accuse a Schifani dal blog di Grillo sono pesanti: “Chi è Schifani e per quali meriti è diventato seconda carica dello Stato?”, si chiede Beppe Grillo.

Proprio con questi argomenti il comico genovese sarà presente il 7 gennaio a Reggio Emilia, mentre nella città emiliana ci sarà una visita istituzionale di Schifani, la cui presenza, con un comunicato stampa, è stata giudicata inopportuna dal locale Movimento 5 stelle, proprio in relazione ai punti evidenziati da Grillo.

Enzo Lecci

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