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Ecco perchè Van Gogh si tagliò un orecchio:una nuova teoria su The Art Newspaper

Van Gogh- Autoritratto con un orecchio fasciato
Van Gogh- Autoritratto con un orecchio fasciato

LONDRA – Il mistero sulla più famosa mutilazione della storia dell’arte può finalmente essere risolto: secondo uno studioso, a spingere Vincent Van Gogh a mozzarsi l’orecchio sarebbe stata la notizia che il fratello Theo, da cui l’artista dipendeva finanziariamente e psicologicamente, stava per sposarsi. Questa  tesi,  sostenuta da Martin Bailey – autore di un volume su Van Gogh e curatore di due mostre sulla sua opera – è stata anticipata oggi dal Sunday Times e sarà al centro del prossimo numero di The Art Newspaper. La teoria su un Van Gogh sconvolto dal timore che il fratello, preso dai nuovi impegni coniugali, non l’avrebbe più sostenuto economicamente, è stata elaborata dallo studioso dopo una scrupolosa indagine su una lettera che il maestro dei Girasoli inserì in un dipinto completato poco dopo essersi tagliato l’orecchio.

Secondo Bailey, la lettera fu scritta a Parigi nel dicembre 1888 dallo stesso Theo e conteneva la notizia del suo fidanzamento: questo avrebbe turbato nel profondo un Vincent già disturbato psicologicamente conducendolo, poco prima del Natale dello stesso anno, al famoso gesto di autolesionismo, le cui ragioni erano rimaste finora avvolte nel mistero. “Vincent temeva di perdere il sostegno psicologico e finanziario del fratello”, scrive Bailey su The Art Newspaper di Gennaio.

Per anni, l’orecchio mozzato del genio olandese è stato oggetto delle ipotesi più disparate. Qualcuno ha dato la colpa alla sua follia, causata dal piombo contenuto nei colori. Altri hanno collegato l’insano gesto con la fine della sua amicizia con Paul Gauguin: alcuni studiosi dell’Università di Amburgo sostengono che sia stato lo stesso Gauguin, con cui Van Gogh divideva una casa ad Arles, a tagliargli l’orecchio durante una lite per una prostituta di nome Rachel. Questa spiegazione, però, è stata respinta sia dal Museo Van Gogh di Amsterdam che dallo stesso Bailey.

Della propria instabilità mentale, comunque, il tormentato artista olandese diede ampia prova quando, 19 mesi dopo essersi mozzato l’orecchio, si sparò un colpo al petto, morendo dopo due giorni di agonia. La lettera al centro della teoria di Bailey sarebbe la stessa che compare nel dipinto “Natura morta: tavolo con cipolle” – dipinto da Van Gogh nel gennaio 1889, appena un mese dopo essersi ferito – che sarà esposto nella mostra alla Royal Academy di Londra in apertura il mese prossimo.

Giuliana Ricci

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