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Fini: su terrorismo mai abbassare la guardia; militari italiani, siete il nostro orgoglio

fini4Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha oggi esortato a non abbassare la guardia nella lotta al terrorismo, che “continua a rappresentare un pericolo in molte parti del mondo”. Questa lotta passa attraverso l’indispensabile impegno dei nostri militari, soprattutto per la pace in Medioriente. “Orgoglioso di voi” si è dichiarato il Presidente Fini durante una visita ai militari italiani a Shama, in quanto impegnati per conseguire “un traguardo che non è stato ancora raggiunto ma che sarebbe lontanissimo senza il vostro impegno”.

Il presidente si è oggi recato con una delegazione parlamentare in visita al contingente italiano in missione Unifil dell’Onu, nella striscia di terra che separa il Libano da Israele, dove è impegnata una task force di 2.200 italiani.

La terza carica dello Stato ha anche lanciato un appello al pacifismo, in quanto l’impegno dei militari è quello di “continuare a garantire che non parlino le armi. Il presidente ha incontrato in mattinata il comandante della base italiana, Francavilla, e il generale Graziano, da 3 anni a capo della missione Unifil, e sarà presente a pranzo con una rappresentanza di 550 militari italiani.

Non è mancato da parte di Fini un appello alla comunità internazionale (all’Unione europea in particolare) e al Parlamento italiano a venire incontro al grido di aiuto in un Iran devastato dalla controrivoluzione di regime, che ha causato 15 morti a Teheran proprio nella repressione di ieri. “Non si lasci inascoltata la richiesta di libertà”, ha ammonito l’inquilino di Montecitorio, “non è semplice ma credo che la comunità internazionale e anche il Parlamento italiano abbia il dovere di riflettere su ciò che sta accadendo\’\’. E’ responsabilità di tutti gli Stati non guardare passivamente all’eccidio che si consuma nelle strade di Teheran, ma farsi “carico di risposte da fornire ai tanti iraniani che scendono in piazza e mettono a rischio la loro per esprimere un desiderio di libertà che nessuna valutazione all\’insegna della realpolitik può lasciare inascoltata”.

Loredana Spedicato