Home Cultura L’Abruzzo resta ferito: perché 10 monumenti adottati non bastano

L’Abruzzo resta ferito: perché 10 monumenti adottati non bastano

6359d5d0af07d4d775816650ffc8c56cLe opere d’arte dell’Abruzzo sono ancora in macerie: il patrimonio culturale e artistico è sospeso in una situazione tragica a causa sia di fattori economici (si parla di 3 miliardi di danni) sia di problemi di logistica. Inoltre dei monumenti messi in lista durante il G8, soltanto 10 su 45 sono stati adottati.
“Per i restauri servono 3 miliardi in 10 anni”, ha detto il commissario Marchetti.

 

Nella città delle 99 Cannelle e delle 55 Chiese, di cui purtroppo pare essersene accorti solo una volta distrutti dal sisma, è rimasta indubbiamente grave la situazione delle chiese, da Collemaggio alle Anime sante; drammatiche le condizioni dell’Archivio di Stato nel Palazzo del Governo, crollato totalmente, così come la torre medicea di S.Stefano di Sessanio, il castello-rocca di Ocre, la chiesa sul tratturale di S. Stefano, i conventi della Val Peligna, per citarne alcuni.

Eppure subito dopo il terremoto il Ministero per i Beni culturali e la Protezione civile avevano stilato una lista con 45 monumenti da restaurare e salvare, richiesta che fu accolta pienamente da tutti i governanti riuniti all’Aquila per il G8.
Ma a pochi mesi dal G8 aquilano, soltanto Francia, Germania e Kazakistan hanno preso impegni formali per il recupero delle opere d’arte e stanno restaurando gli edifici distrutti: è evidente che questo non basta. Provincia e regione chiedono maggiore impegno al governo.

Martina Guastella