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Randagio morto a Napoli: i volontari accusano le istituzioni

randagioQuesta volta il cane non ha neanche un nome, non si è nemmeno fatto a tempo a darglielo.

In breve i fatti: il 19 Dicembre alcuni volontari di Napoli ricevono una segnalazione di un cane vagante e barcollante in strada. Giunti sul posto e dopo una discussione con un “distinto signore” che è stato visto dare un calcio a titolo gratuito al randagio in questione, i volontari chiamano i soccorsi, che però non rispondono; la mossa successiva  è stata quella di dividersi, una volontaria rimane col cane e le altre raggiungono il comando di Polizia municipale. i vigili hanno il compito di avviare l’asl veterinaria, via fax, che però non risponde alle diverse richieste inviate.

La situazione medica del randagio consta nel prolasso del pene, avvenuto a causa di un distaccao innaturale causato dalle botte  rifilate in fase di accoppiamento da alcuni giovani delinquenti di zona la settimana prima; la femmina è risultata introvabile.

Nei giorni successivi la situazione del randagio è peggiorata con febbre e necrosi,ed è stata appunto questo la situazione a cui chi ha soccorso il cane ha cercato di fare fronte. Senza fare tutta la cronistoria successiva, il risultato di tutto questo è stata la morte, per infezione del randagio, un simil-volpino.

Il muro di gomma contro il quale i volontari hanno dovuto scontrarsi è stato insuperabile.Essi riportano sul sito Amicicani, il fatto di essere stati prima insultati dai vigili, e poi ignorati dall’asl veterinaria Napoli 2.

 Le “giustificazioni” delle istituzioni coinvolte sono state le seguenti: mancanza di numeri di tel di reperibilità per gli addetti ai lavori, quindi impossibilità di avvisare chi di dovere. L’ora di pranzo ( circa le 14) e il giorno ( sabato) hanno reso ancora più complicata la situazione.

Le accuse dei volontari sono però circostanziate. il fatto di rimbalzarsi le competenze tra comune e asl, e di aggredire, pur verbalmente i volontari “animalisti” la dicono lunga sulla situazione. In particolar modo, vengono fatti i nomi della Dott.ssa Annamaria Cozzolino,rea, secondo chi ha soccorso il cane, poi deceduto  di non fare il suo lavoro come dovrebbe oltre che di accusare a più riprese gli animalisti di non si sa bene cosa e di sostanzialmente, deriderli.

Gli stessi volontari invece ringraziano di cuore la Dott.ssa Luongo Patrizia, passata per caso sul posto e prodigatasi grandemente nel tentativo purtroppo non riuscito di salvare il randagio, e  l’Arma dei Carabinieri, sezione di Qualiano, che, nella misura a cui loro competeva, si sono immediatamente mossi,come sempre fanno,  in aiuto dei volontari.

Angelo Sanna.

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