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Scontri e vittime in Iran: il mondo condanna Teheran

ahmadinejadI drammatici eventi in corso in questi giorni in Iran, nella capitale Teheran come in misura minore in altre città, dove almeno 15 persone sono state uccise e centinaia sono state arrestate in seguito ai violentissimi scontri tra le forze dell\’ordine e i manifestanti contro il regime, stanno facendo il giro del mondo e scatenando le reazioni di tutta la comunità internazionale.

Una ferma condanna contro la violenta e iniqua soppressione di civili che cercano di esercitare i loro diritti universali è stata espressa dalla presidenza degli Stati Uniti per bocca di Mike Hammer, portavoce del National Security Council. Governare tramite violenza e paura non è mai giusto – prosegue la nota della Casa Bianca – Gli USA sono dalla parte di chi pacificamente cerca di ottenere il rispetto dei propri diritti civili.

Le violenze di piazza scatenatesi ieri in occasione della ricorrenza religiosa della Ashura sono state condannate con altrettanta decisione anche dall\’Italia. Il nostro Ministero degli Esteri ha espresso l\’auspicio che il dialogo tra governo e opposizione in Iran possa svilupparsi in un quadro di pieno rispetto dei diritti umani. Secondo la nota della Farnesina, la salvaguardia della vita umana è un valore fondamentale che va difeso ovunque e in qualsiasi circostanza.

Un ulteriore appello al rispetto dei più basilari diritti umani arriva anche dal Canada, il cui governo condanna con decisione la brutale violenza impiegata dalle forze dell\’ordine iraniane contro i manifestanti. Oppositori del regime di Ahmadinejad che certamente non si fermeranno: parola di Tariq Ali, scrittore e saggista anglo-pakistano, secondo il quale lo scenario è destinato ad evolversi ulteriormente nel corso dell\’immediato futuro.

Gli scontri a Teheran segnano una nuova e rischiosissima fase – dichiara Ali – in cui tutto è possibile, anche una rivoluzione. Le prossime ore saranno a suo avviso decisive: Altri dimostranti scenderanno in piazza. Se verrà versato altro sangue, potremmo assistere a una campagna simile a quella che nel 1979 rovesciò lo Scià.

Daniele Ciprari