L’attentatore del volo Northwest scrive sul Web: “Mi sento solo e depresso”

NEW YORK – Mi sento solo e depresso e, non so che cosa fare. Così Umar Farouk Amddulmuttalab, il ragazzo che quattro anni dopo avrebbe cercato di far saltare un aereo con 300 persone a bordo, scriveva online nel gennaio del 2005. Non c\’è nessuno con cui posso consultarmi, nessuno che mi aiuti. E soprattutto credo che questa solitudine possa crearmi altri problemi…. E\’ uno dei 300 post pubblicati su un forum della rete da un certo \’\’farouk1986\’\’, nick name dietro il quale si celerebbe – secondo una ricostruzione del quotidiano americano Washington Post – Umar Farouk Abdulmutallab, il nigeriano arrestato per la mancata strage del giorno di Natale sul volo Delta-Northwest.

FaroukTra il 2005 e il 2007 cerca amici su Facebook e sulle chat dei siti arabi presentandosi con semplicità: Il mio nome è Umar ma chiamatemi Farouk. Che Allah possa ricompensarvi per aver letto e ancora di più per aver aiutato. In questa sorta di diario online il futuro terrorista, allora diciannovenne, si confida sugli argomenti più disparati: l\’amore, la famiglia, gli amici, le ambizioni, la religione, il contrasto interiore fra la moderazione e il fondamentalismo. Racconta, poi, dei suoi viaggi a Londra, negli States e soprattutto in quello Yemen, oggi al centro dell\’inchiesta sul fallito attentato. Soltanto una bocciatura all\’esame Sat (obbligatorio per accedere all\’ università negli States) sbarra a Farouk la strada per entrare in un college americano.

Secondo il Washington Post molti dettagli personali raccontati da \’\’farouk1986\’\’ coincidono con particolari della vita dell\’attentatore venuti alla luce in questi giorni: la famiglia ricca, i viaggi in Europa, la possibilità di frequentare l\’università all\’estero – negli Stati Uniti o in Gran Bretagna (tra quelle prese in considerazione, l\’istituto londinese Ucl).

I messaggi -tuttora pubblicati sull\’Islamic Forum Web Site insieme alle risposte degli eternauti- sono attualmente al vaglio degli agenti dell\’Fbi: per il momento da Washington non è arrivata alcuna conferma ufficiale.

Giuliana Ricci