Propositi per l’anno nuovo, la psicologia afferma che sono dannosi

Chi di noi a fine anno non esprime o ipotizza buoni propositi? Perdere peso, fare un viaggio sognato, smettere con il fumo o altri miglioramenti della nostra vita che non siamo riusciti ancora a realizzare. Ebbene, secondo uno studio psicologico queste strategie sono del tutto inutili e, in alcuni casi, questo diventa un esercizio dannoso.

L’esperimento è stato condotto da Richard Wiseman e la sua equipe per conto dell’università dell’Hertfordshire e ha coinvolto nelle interviste circa 700 persone. Le domande vertevano sulla buona riuscita o meno dei propositi fatti alla fine dell’anno. Chi voleva dimagrire, chi voleva migliorare la propria fisicità mantenendo un impegno con la palestra e chi voleva migliorare alcune relazioni personali. Il risultato è stato netto e chiaro: quasi l’80% degli intervistati ha affermato di non esser riuscita a realizzare le proprie attività e di esserci rimasti abbastanza amareggiati. Inoltre poca è la voglia di riprovarci.

I fattori di questi fallimenti vanno anche ricercati nei consigli di alcuni cosiddetti “esperti” che proponevano delle tattiche per raggiungere i proprio scopi, ma non hanno fatto altro che aggravare la situazione. Le buone strategie per riuscire risiedono invece nel parlare con i propri amici dei traguardi da raggiungere, fissare via via degli obbiettivi intermedi e premiarsi ad ogni passo fatto. Con questa tecnica si ha il 50% di probabilità di riuscire. Parola di psicologo.

Giuseppe Greco