Volo Delta: la ABC mostra l’indumento bomba

Un paio di mutande brmutande-bombauciacchiate con una busta di polvere cucita all\’altezza dell\’inguine: è tutto quello che resta dell’ordigno usato, il giorno di Natale, dal nigeriano Faruk Abdulmutallab (23 anni), arrestato all\’atterraggio a Detroit dopo il fallito attentato al jet Delta-Northwest.

Le foto dell\’indumento – ottenute dalla ABC grazie a fonti federali – sono state diffuse dalla TV americana. In una di esse si vede la tasca per la polvere ancora al suo posto. Un\’altra mostra il pacchetto dell\’esplosivo rimosso dall\’indumento: si tratta di un involucro di una decina di centimetri contenente 80 grammi circa dell\’esplosivo chimico Petn. E ancora, la siringa-detonatore, fusa dalla sostanza chimica iniettata per provocare la deflagrazione. Guardando questi reperti si stenta a credere che possano essere stati gli elementi di un ordigno in grado – come sostengono gli investigatori – di distruggere l\’Airbus330.

Intanto il ministero degli esteri yemenita ha confermato che Umar Farouk Abdulmutallab all\’inizio di dicembre si trovava ancora nello Yemen. Tra la fine di agosto e l\’inizio di dicembre ha vissuto nello Yemen, dopo aver ottenuto un visto per studiare l\’arabo in una scuola di Sanaa, ha detto un portavoce del ministero in un comunicato pubblicato dall\’agenzia di stampa ufficiale Saba. All\’Fbi Abdulmutallab aveva dichiarato di essere membro di Al Qaida è di essere stato addestrato nello Yemen in un centro della rete di Osama bin Laden.

I qaedisti yemeniti, nel comunicato di rivendicazione, hanno confermato che la bomba è stata costruita nei «laboratori» dell’organizzazione: l’arma, senz\’altro inusuale, sembra essere un’evoluzione della micro-carica impiegata dai militanti (l\’agosto di quest\’anno), durante un altro fallito attacco contro un esponente della sicurezza saudita, il principe Nayef, che aveva riportato solo lievi ferite alle mani.

Adesso l’intelligence ritiene che l’artificiere che ha confezionato le mutande-bomba sia al lavoro per risolvere i problemi tecnici e ideare un nuovo sistema per sfuggire ai controlli.

Giuliana Ricci