Cinema:Hachiko,il cane giapponese:la storia vera

width=204Esce oggi in italia il fillm Hachiko, il tuo migliore amico. Il film ha i tratti della commedia tragica, ma la storia è quanto mai vera. Il cane, un grosso akita ,apparteneva a tale Eisaburo Ueno, un professore della facoltà di Agraria all\’università di Tokio negli anni 20 del secolo scorso.

Ueno morì nel 1925, durante il lavoro, di conseguenza non fece mai più ritorno a casa. Prima di allora Hachiko aveva per anni accompagnato ogni mattina il suo padrone alla stazione di Shibuya, e tutti i pomeriggi , alle 3, aspettava il suo ritorno.

Il cane deluso dal fatto che il suo padrone non fosse tornato, fece la stessa cosa il giorno dopo e quello dopo ancora, e per i 10 anni successivi, quotidianamente, senza mai saltare un solo giorno, fin quando anch\’esso spirò. Nella foto Hachiko, ormai anziano, nel 1935, l\’anno della sua morte.

Divenuto di casa alla stazione di Shibuya, dove esiste un\’apposita uscita a lui dedicata,la Shibuya Hachikoguchi, gli fu messo a disposizione un magazzino all\’interno del quale fu messa una cuccia, che divenne in pratica la sua casa diurna.

Col passare del tempo la storia arrivo ai giornalisti, che ne fecero un simbolo nazionale;ne nacque anche un racconto per ragazzi e , nel 1934 , fu eretta una statua in suo onore. I testimoni dell\’epoca riportarono che il cane presenziò all\’inaugurazione della statua, per poi rimettersi imperterrito e speranzoso  al solito posto ad aspettare il suo padrone.

Nonostante la statua venne fusa durante la seconda guerra mondiale per questioni economiche, finita la guerra, il figlio dell\’artista della statua originale ne fece una nuova, che fu messa esattamente nello stesso posto della prima.

La fedeltà di Hachiko, quasi del tutto sconosciuta agli esseri umani, ebbe anche conseguenze positive per tutta la sua razza che, al tempo in via di estinzione,ora è il cane nazionale giapponese.

La storia,pur con tutti gli adattamenti del caso, stimola dannatamente la sensibilità umana eci voleva un attore in grado di affrontare questa difficile sfida. Possiamo dire  a ragion veduta che uno  meglio di Richard Gere in questo ruolo, sarebbe stato veramente  molto difficile da trovare.

Non solo per la sua indiscussa capacità di recitare ruoli complessi, ma anche per il fatto che si distingue da molti anni a questa parte come persona impegnata nel sociale,  e in generale in ambienti che richiedono una discreta profondità d\’animo per potervi  partecipare e per poterli comprendere.

Angelo Sanna.