Digitale terrestre fra dubbi e certezze

Installazione

E intanto il segnale analogico si abbassa anche dove il DGTV è previsto tra qualche mese. Perchè? Non si sa.

Comprando la TV negli ultimi 2/3 anni si è passati ai costossissimi LCD o Plasma ha nella maggioranza dei casi il decoder del digitale terrestre integrato, che ad ogni modo non ha le caratteristiche dei decoder più sofisticati. Nella maggiornaza dei casi se si vuole passare alle PayTV deve acquistare una CAM dal costo di circa 50/60 per poter utilizzare la tessera. Ma chi non ha comprato una TV nuova ? Qui i problemi si moltiplicano. Innanzitutto bisogna acquistare un decoder il cui prezzo varia da 30 a 100 euro.
E qui viene il bello. La sintonizzazione. I più economici sintonizzano i canali nell’ordine in cui li trovano per cui bisogna riordinare i canali come siamo abituati da sempre: 1 RAI1,  2 RAI2, e via cantando. Peccato che molti canali continuino a cambiare frequenza e che quindi sia necessario una sintonizzazione alla settimana. Ma chi, parliamo sempre delle persone anziane o poco evolute tecnologicamente è in grado di farla autonomamente?  Sempre pochi.  E adesso veniamo all’ultima sorpresa. Il canale si vede, si vede a quadretti, non si vede più, rumori fastiosi escono dagli altoparlanti quando ci sono problemi di ricezione. E intanto il segnale analogico si abbassa anche dove il DGTV è previsto tra qualche mese. Perchè? Non si sa. E così si vede male l’analogico e NON si vede il DGTV. Meraviglia. Indovinate quali sono i network che coprono una buona parte del territorio nazionale? MediasetPremium e Dahlia. Rai annaspa. Gli altri ancora più dietro.

Le emittenti nazionali stanno trasmettendo in 16:9 per cui chi si ritrova con il vecchio ma funzionante 4:3 vede l’immagine orrendamente deformata come i film di una volta girati in Cinema Scope. Quindi ci troveremo anche a
dover gettare via milioni di TV a tubo catodico nel giro di poco tempo. Qualcuno ha pensato all’impatto ecologico? E soprattutto qualcuno sa dove gettarli? Le isole ecologiche latitano e i TV finiscono a fianco dei cassonetti della spazzatura.

Riccardo Basile